Reportage

La Festa di Sant'Efisio: tra fede e folklore

Autore: Francesca Palmas,
5 maggio 2008, 17:57
I partecipanti alla festa, le tradizioni e le emozioni legate al Santo.
Primo maggio, Festa di Sant'Efisio a Cagliari. Sa Ramadura
Primo maggio, Festa di Sant'Efisio a Cagliari. Sa Ramadura

"Atrus annus meda". E' così che i fedeli di Sant'Efisio si salutano il quattro Maggio: un augurio di partecipazione alle prossime edizioni della festa religiosa che unisce tutti i sardi sotto un'unica fede, forte anche a distanza di millenni. E non si ravvisano più le differenze linguistiche, le rivalità tra città lontane. Esiste solo la devozione a lui: Efisio. Il Santo che pregò per la salvezza di un popolo che amò il cristianesimo grazie alle sue parole, il Santo che disse al Signore 'Se ti chiedono la grazia per mezzo mio, concedigliela ora e sempre.'

La devozione al Martire Romano è così forte che traspare anche agli occhi dei turisti sempre più numerosi che vengono ad assistere alla processione. Ma solo chi partecipa attivamente alla festa conosce tutti gli sforzi, il pathos e la fede che Efisio riceve anche a distanza di secoli dal suo martirio.
La processione di quest'anno vede diverse novità volte migliorare sempre più la festa e a renderla più comprensibile sia ai cittadini ma soprattutto ai numerosi turisti che affollano Cagliari dal primo al quattro Maggio.

Quest'anno le traccas che sfileranno saranno 4 in meno rispetto all'anno scorso. Questa scelta organizzativa è stata fatta per permettere a quelle che sfileranno di iniziare più tardi, infatti è capitato più di un anno che le traccas fossero costrette a iniziare il loro cammino con gli spalti semivuoti.

Verrà reso un migliore servizio turistico per gli stranieri che potranno usufruire di cinque postazioni microfoniche che commenteranno la sfilata in cinque lingue differenti: in Piazza del Carmine si commenterà in sardo, in piazza Matteotti (fronte stazione) in tedesco, nel Corso Vittorio Emanuele angolo con Via Sassari in spagnolo, nel Largo Carlo Felice in inglese e infine quella di Via Roma in italiano.

Ad aprire la sfilata sarà un gruppo di suonatori di Launeddas, seguiranno i gruppi folk del percorso che ha portato il Santo al martirio: Capoterra, Sarrock e Pula. Dopo di questi sfilerà un gruppo per ogni zona della Sardegna: Sulcis-iglesiente, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra e Gallura. Gli altri gruppi che sfileranno seguiranno il tema del 'contrasto': ad un gruppo dai colori vivaci ne seguirà uno con gli abiti scuri, uno della costa verrà seguito da uno di montagna e uno particolarmente abbellito dai gioielli sarà seguito da uno più essenziale. I gruppi proporranno i canti e i rosari tipici dei loro luoghi di origine, ponendo in evidenza gli aspetti religiosi, senza dimenticare l'aspetto più solare della festa.

Quest'anno la cerimonia di 'Sa Ramadura', lo spargimento di petali di fiori in Via Roma prima del Passaggio del Santo, sarà curata dalle donne del gruppo folklorico 'Villanova' di Cagliari e da quelle del gruppo di Pirri.