Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«Piano Casa? L’ennesimo imbroglio»

Fonte: La Nuova Sardegna
5 marzo 2010

VENERDÌ, 05 MARZO 2010

Pagina 7 - Sardegna 



Bruno (Pd) e Sechi (Sinistra) contro la nuova circolare




CAGLIARI. L’opposizione «boccia» la circolare varata dalla giunta Cappellacci per applicare la legge sull’edilizia. Il capogruppo del Pd, Mario Bruno, nel confermare che si tratta di un «finto piano casa», sostiene in una dichiarazione che il provvedimento è «un distillato di contraddizioni, di illegittimità e della solita propaganda». Bruno ha innanzitutto rimarcato che la circolare non tratta la parte della legge che modifica il Piano paesaggistico: «Significa che si rimanda all’accordo con il governo senza il quale nulla può essere cambiato o derogato». Ma, afferma l’esponente del Pd, ciò significa che «tutto quello di cui parla la circolare (ampliamenti, incrementi volumetrici, deroghe ai Puc) non può essere realizzato perché in contrasto con le norme di salvaguardia attualmente vigenti». E’ quindi rischioso «anche penalmente» concedere deroghe ai Puc. Tanto che Mario Bruno afferma che il presidente Cappellacci e l’assessore Asunis «fanno di tutto per non ammettere quella che appare una colossale debacle». Secondo il capogruppo del Pd «la circolare si presenta persino suggestiva quando tratteggia una sorta di salto mortale triplo affermando prima, che si possono superare i limiti di altezza, di distanza e i rapporti di copertura previsti dai Puc e subito dopo invece raccomandare che devono comunque essere rispettati i limiti previsti dal codice civile e dalle norme igienico sanitarie quasi che i regolamenti edilizi dei Comuni della Sardegna fino ad ora si siano applicati su Marte».
Il portavoce di Sinistra, Carlo Sechi, parla di «circolare confusa» a conferma che il piano casa «si prefigge solo di smantellare ogni regola paesaggistica, urbanistica ed edilizia». A suo avviso «il centrodestra non vuole dichiarare il totale fallimento della legge, che anzichè rilanciare l’economia rappresenta solo un appesantimento burocratico». Invece «bisogna preparare un piano di edilizia economico popolare per i ceti meno abbienti, un rifinanziamento vero dei contributi sulla prima casa, soprattutto per le giovani coppie, con fondi messi a disposizione dal bilancio regionale».