Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Cresce la rivolta contro il parco off-shore

Fonte: L'Unione Sarda
5 marzo 2010

Le reazioni. Coro di no unanime dei sindaci e delle amministrazioni comunali di Quartu, Capoterra, Sarroch, Assemini e Pula



Soffia un vento di rivolta, sul Golfo degli Angeli. Una brezza arrivata dal mare, vissuta inizialmente con fastidio e qualche alzata di spalle e diventata poi, nel giro di poche settimane, un vero uragano di proteste contro il progetto del parco off-shore che dovrebbe far spuntare, a quattro miglia dalla costa e per una lunghezza di otto chilometri, un interminabile filare di pale eoliche. davanti a Cagliari. Davanti a Capoterra e Sarroch e Pula. Davanti a Quartu.
E mentre quest'ultimo comune ha gà riunito il Consiglio municipale e approvato un ordine del giorno bocciando senza tentennamenti i programmi della società Trevi Energy di Cesena e annunciando, tra l'altro, una serie di osservazioni alla Capitaneria di porto di Cagliari, gli altri centri assicurano interventi analoghi per i prossimi giorni.
«Della questione abbiamo già discusso in giunta e in sede di commissione e tra breve porteremo il progetto alla discussione dell'assemblea», dice il sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu, che alle pale eoliche dichiara tutta la sua personale contrarietà. «Abbiamo chiesto alla Capitaneria di poter prendere visione del progetto per poter predisporre le nostre osservazioni, ma come amministrazione siano decisi a contrastare con tutte le nostre forze questo parco eolico in mare che non soltanto avrebbe un impatto paesaggistico, visivo e invasivo terribile ma potrebbe anche averne uno ambientale con ripercussioni negative sulla nostra costa, già sottoposta a un'inarrestabile e gravissima forma di erosione». Per Capoterra e la sua amministrazione non ci sarà spazio per scorciatoie. L'idea è quella di un fronte unico e unito che attraversi entrambi gli schieramenti politici di centrosinistra e di centrodestra per fermare oggi il progetto della società di Cesena e domani anche gli altri piani eolici di altri privati. «Mi fa piacere che su questo argomento si sia acceso un interesse comune. La Sardegna, ancora una volta, viene considerata una colonia. Oggi come accadeva ieri. Asservita a logiche romane», commenta duramente Giorgio Marongiu.
Quel parco da novemila e 500 metri quadrati, con trentatré turbine da 3,0 megawatt ciascuna, un diametro del rotore da 90 a 120 metri e una potenza nominale di 99 megawatt, insomma, non sembra trovar molti consensi tra le popolazioni dei centri rivieraschi. «Siamo contrari a impianti simili che oltre ad avere un impatto importante sull'ambiente magari non garantiranno, proprio perché in mare, neppure i giusti benefici economici. Credo che il parere dei sindaci non sia vincolante su questi progetti, ma comunque noi sindaci diremo la nostra», taglia corto il sindaco di Sarroch Mauro Cois.
E chiarezza vuole anche il sidnaco di Pula Walter Cabasino. «Il nostro comune non è direttamente interessato, tant'è vero che non siamo stati consultati dalla Capitaneria. Ma vogliamo dire la nostra anche per l'impatto visivo che le ultime pale potrebbero avere sul nostro specchio di mare e tratto di costa. Un litorale su cui abbiamo progetti importanti come il parco di Nora, Sant'Efiso e dei Quattro mari».
No secco al parco in mare arriva anche da Assemini. Il sindaco Paolo Mereu non ha dubbi sugli aspetti negativi che le pale off-shore avranno sull'ambiente. «Personalmente sono contrario al parco eolico davanti alla costa, insieme a Uta abbiamo già ospitato impianti per l'energia eolica nella nostra zona industriale e crediamo che Macchiareddu sia un sito idoneo per accogliere anche altre pale. Perché dunque inquinare il mare. Non vorremmo che si arrivasse a proporre iniziative analoghe anche per la laguna di Santa Gilla».
ANDREA PIRAS

05/03/2010