Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Immigrati nell’isola Più numerosi i romeni Olbia città multietnica

Fonte: La Nuova Sardegna
18 gennaio 2010

LUNEDÌ, 18 GENNAIO 2010

Pagina 6 - Sardegna





Molti gli irregolari che lavorano nelle campagne sarde

ALFREDO FRANCHINI

CAGLIARI. A marzo si terrà in tutta Italia il «blacks out», una sorta di sciopero degli immigrati. In realtà sarà una manifestazione indetta per dimostrare il peso dei lavoratori stranieri nell’economia. Se tutti gli immigrati potessero scioperare sarebbe facile immaginare la paralisi nel Nord del Paese ma anche in Sardegna non mancherebbero i contraccolpi.
Con il blacks out nell’isola non chiuderanno le fabbriche, (che hanno già i loro problemi), ma si fermeranno i cantieri edili, non arriverà la frutta dai mercati generali e i malati non avranno l’assistenza infermieristica. Sarà pure difficile cenare in alcune trattorie che fanno cucina italiana ma sono gestite da stranieri e tantomeno mangiare il Sushi. Per ogni cento sardi ci sono due immigrati residenti (più gli altri senza permesso): immaginate ventiquattro ore senza colf, badanti, muratori, infermieri, camerieri. Qualche precedente c’è: nel 2006, ad incrociare le braccia, negli Usa furono migliaia di lavoratori ispanici; adesso lo faranno gli immigrati in Italia.
Nel 2009 in Sardegna, secondo le cifre dell’Istat, erano residenti 29.537 stranieri di cui 13 mila uomini e 16 mila donne, ma il dato è sottostimato non solo perché la crescita percentuale è in progressione, (l’ultima variazione Istat assegna un +17,6%) ma per l’alto numero di “clandestini”, o meglio di persone prive o in attesa del permesso di soggiorno. In valori assoluti il maggior numero di stranieri residenti si trova nella Provincia di Cagliari (10.000 più 1.069 nel Sulcis) ma percentualmente, cioè per il numero degli immigrati rispetto alla popolazione, la provincia più multietnica è quella di Olbia-Tempio con 8.119 persone (3.878 maschi e 4.241 femmine). In Gallura i residenti stranieri sono quindi il 5,3 per cento della popolazione. Un forte impatto si registra anche nel Sassarese (4.900 stranieri) e nel Nuorese (2.394 stranieri); per entrambe le province una percentuale dell’1,5% sul totale dei residenti. Medio Campidano e Ogliastra sono le province con meno stranieri, (rispettivamente 654 e 682).
Questi valori non sono determinati solo dagli “arrivi” ma anche dal numero dei bambini nati; la seconda generazione, definita così perché la cittadinanza è dovuta unicamente al fatto di essere figli di genitori stranieri è in aumento: l’otto per cento di tutte le nascite nella Provincia di Olbia-Tempio, è costituito da bambini di genitori stranieri, il 2,3% nel Sulcis, il 2,2% a Nuoro, il 2,1% a Cagliari, il due per cento a Sassari. La maggior parte delle acquisizioni di cittadinanza italiana avviene ancora oggi per la strada del matrimonio: poiché i matrimoni misti si celebrano prevalentemente tra donne straniere e uomini italiani, tra i nuovi cittadini sono più numerose le donne, il 54,6% degli immigrati. Le concessioni della cittadinanza per naturalizzazione sono poco prequenti specialmente se confrontate con il bacino degli stranieri in possesso del requisito principale per chiedere la cittadinanza e cioè la residenza continuativa per dieci anni. I minori, infine, sono 22 su cento e il loro aumento va di pari passo con quello della popolazione straniera.
Ci sono interi servizi «appaltati» a lavoratori stranieri: è il caso degli infermieri professionali provenienti dall’Est europeo che operano, ad esempio, nei maggiori ospedali cagliaritani. E non mancano infermieri provenienti dall’Africa per l’assistenza domiciliare a carico delle Asl. Operatori sanitari reperiti spesso da Agenzie per il lavoro interinale. E alcuni imprenditori privati si rivolgono agli stranieri non solo per la manodopera ma persino per la gestione.
Il lavoro degli immigrati, però, non è purtroppo, solo quello precario ma regolare. E’ spesso il lavoro oscuro di coloro che lavorano nei campi.
Sulla vecchia strada 131, nell’area di Sestu, vicino a un centro commerciale, stazionano molti senegalesi. Vendono la solita merce ma lo fanno «nel tempo libero», cioè quando il «padrone» dei campi di pomodoro non li chiama per la raccolta. Un lavoro del tutto irregolare, compensato con pochi euro al giorno. «Spesso lavoriamo sotto il sole cocente e le giornate non finiscono mai», raccontano.
In Sardegna la comunità più rappresentata è quella della Romania con 6.658 persone, (3.172 nella provincia di Olbia-Tempio; 895 a Sassari, 798 a Nuoro). I rumeni prevalgono in tutte le province ad eccezione di Cagliari, dove è più numerosa la comunità filippina, e a Carbonia-Iglesias. Dopo la Romania, le nazioni più rappresentate, come si vede dalla tabella, sono Marocco e Cina.
L’Istat rileva che gli incrementi registrati nel 2007 e nel 2008 ora risultano più contenuti ma, intanto, prende consistenza l’immigrazione da altri paesi dell’est europeo: Ucraina e Moldova su tutti. Il dato nazionale registra tra i primi cinque paesi Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina.