Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Rifiuto d’atti, assolto Mossa

Fonte: La Nuova Sardegna
13 gennaio 2010

MERCOLEDÌ, 13 GENNAIO 2010

Pagina 1 - Cagliari

Comune. Il responsabile dell’edilizia privata comunale non ha commesso alcun reato



Non revocò la sanatoria per una mansarda realizzata in via Curie




CAGLIARI. E’ arrivata l’assoluzione per Mario Mossa, il responsabile dell’edilizia privata del comune, che era accusato di rifiuto d’atti d’ufficio per non aver voluto revocare una concessione in sanatoria legata alla sopraelevazione di un edificio in via Curie.
Il gup Roberto Cau ha accolto la richiesta del pubblico ministero Daniele Caria, in linea con quella del difensore Mariano Delogu: nessun reato, l’ingegnere comunale ha agito secondo la legge e dunque va assolto.
La vicenda risale al luglio del 2007, quando l’avvocato Enrico Salone chiede formalmente all’ufficio edilizia privata del comune di revocare la concessione grazie alla quale i condomini Maria Grazia Mura e Laura Stevelli hanno potuto sanare una mansarda costruita fra l’altro senza il consenso dell’assemblea condominiale. Il legale era stato incaricato dagli altri condomini, il timore era che l’opera realizzata sopra l’attico del palazzo potesse compromettere la sicurezza dello stabile. In particolare l’avvocato fa riferimento al sovraccarico provocato dalla nuova struttura, che poteva gravare sulle fondamenta.
Mossa, come responsabile dell’ufficio comunale, esamina la questione ma arriva a conclusioni diverse: non c’è pericolo, la sopraelevazione può restare e la concessione in sanatoria del presunto abuso edilizio dev’essere data. La conseguenza è immediata: parte un esposto alla Procura della Repubblica, in cui il dirigente dell’edilizia privata viene accusato di rifiuto di atti d’ufficio. Atti che l’avvocato Salone, per conto dei propri clienti, riteneva obbligati. L’inchiesta giudiziaria va avanti e ieri il caso è finito all’esame del gup Cau. Ma è stato il pm Caria, ancora prima che l’avvocato Delogu chiedesse l’assoluzione dell’imputato, a escludere che nel comportamento del tecnico comunale si configurasse il reato. Assoluzione piena, quindi: l’ingegner Mossa non ha violato la legge. (m.l)