Rassegna Stampa

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Cagliari, al Lirico esordio per la nuova composizione di Gabriele Cosmi

Fonte: web cagliaripad.it
7 giugno 2019

 


Da Ansa News -  6 Giugno 2019

 


Mendelssohn, Dvořák, Sibelius e la nuova composizione di Gabriele Cosmi in prima esecuzione. È l’avvincente programma musicale del nuovo appuntamento con la stagione di concerti del Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio il 7 e 8 giugno a dirigere Orchestra e Coro del Lirico sarà Gérard Korsten, apprezzata presenza nelle stagioni musicali cagliaritane. Il maestro del coro è Donato Sivo. Consuetudine annuale, l’appuntamento con la nuova composizione su commissione del Teatro Lirico, in prima esecuzione assoluta, quest’anno è firmata da Cosmi, compositore sardo trentenne apprezzato in tutto il mondo. “Edipo ha lasciato Tebe” vedrà protagonisti i due complessi stabili del Teatro, Coro e Orchestra.

Il testo, come suggerisce il titolo, si rifà all’Edipo Re di Sofocle. “Come tutte le tragedie greche va a toccare temi universali – ha detto Cosmi all’ANSA – Edipo è la storia di un personaggio, vittima del tutto inconsapevole di una mano invisibile che scuote e disorienta la sua esistenza”. Edipo ha lasciato Tebe è la seconda composizione di un ciclo dedicato alla musica vocale e al mito, iniziato con “Io non sono Medea”, scritto nel 2018 per il Teatro La Fenice di Venezia.

“E’ una storia che ho trovato attinente ai tempi attuali e in particolare all’Occidente – ha spiegato ancora il compositore – viviamo in un mondo complesso di cui non riusciamo a cogliere i confini e il significato. In un certo modo siamo un po’ tutti guidati da mani invisibili che ci traghettano da un punto all’altro della nostra esistenza. La mano invisibile che agita i fili ai quali Edipo è appeso sembrano essere gli stessi tra i quali noi quotidianamente ci attorcigliamo – ha aggiunto -: mercati finanziari, derivati bancari, realtà virtuali, l’invisibilità del potere; giganteschi apparati che influenzano la nostra vita dei quali ignoriamo, o quasi, l’esistenza e dei quali il nostro sguardo miope restituisce una visione dai contorni sfocati e confusi”.