Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Produttività, premi a go go ai dirigenti comunali

Fonte: La Nuova Sardegna
27 maggio 2009

MERCOLEDÌ, 27 MAGGIO 2009

Pagina 1 - Cagliari

L’opposizione chiede con un’interrogazione maggiore trasparenza al sindaco



Un milione e mezzo di euro in bilancio, scoppia la polemica sui parametri di valutazione




ROBERTO PARACCHINI

CAGLIARI. La nomea alla Brunetta che dice che tutti i dipendenti comunali sono fannulloni, è smentita dai fatti. Ma in genere il loro lavoro non viene riconosciuto. Mentre questo avviene per i dirigenti, per i cui premi di produzione, spiega Ninni Depau (capo gruppo del Pd in consiglio comunale), «ci sono circa un milione e mezzo di euro in bilancio. Ma non è chiaro con quali criteri vengano poi assegnati».
La questione, però, non riguarda tanto i premi di produzione per gli obiettivi raggiunti, «quanto che non sempre ci sono i risultati che dovrebbero esserci», sottolinea Paolo Casu, indipendente del centrodestra e presidente della commissione consiliare alle Attività produttive. La questione, riprende Depau, è che non vi sono dei criteri precisi per valutare la produttività dei dirigenti. In Comune esiste un nucleo di valutazione che, appunto, «valuta». Ma la situazine dell’amministrazione è come quella di una barca che fa acqua da tutte le parti».
Il nucleo di valutazione assegna dei voti considerati in centesini. Su 34 dirigenti, cinque hanno riportato delle performance complessive inferiori al 60 per cento, due tra il 60 e il 75 per cento e 27 prestazioni gradualmente comprese da il 75 e il 90. «Insomma i dirigenti sembrano, nella maggior parte, più che bravi e così si dividono il milione e mezzo d premio di produzione», precisa Depau. Da qui la decisione di presentare, assieme a Casu, una interrogazione al sindaco per chiedere conto «della non trasparenza nei parametri che determinano le valutazioni», come affermano entrambi.
La stessa Fondazione Civicum ha evidenziato, precisa Depau, numerose «carenza dirigenziali e della struttura amministrativa». In particolare, precisano, i limiti riguardano: insorgenza di debiti fuori bilancio ripetuti nel tempo e causati da mancate transazioni anche quando è evidente la responsabilità comunale; espropri eseguiti in modo irregolare; incidenti causati da buche nelle strade; occupazione di aree non comunali; ritardati pagamenti; accumulo elevato di residui attivi e passivi; perdita di finanziamenti comunitari e regionali a fronte di mancate richieste e/o ritardi nella presentazione dei progetti; concessioni di strutture effettuate senza bandi di gara (come a Terramaini); sistematici ritardi nei bandi di gara per la concessione di servizi e/o impianti con conseguenti ripetute proroghe e affidamenti in via provvisoria (rifiuti e distribuzione gas); e transazioni capestro successivamente denunciate dalla stessa amministrazione (Isgas). In più vi sono anche «contrastanti interpretazioni delle medesime norme di legge, effettuate da parte di dirigenti di diversi servizi, con conseguenti opposte applicazioni e proliferazione di concessioni provvisorie, spessissimo a titolo gratuito, di locali comunali e di spazi storico-artistici di grande valore. Per tutti questi motivi Depau e Casu chiedono che vengano rivisti e verificati i criteri di valutazione «per rimettere ordine nell’amministrazione».