Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Clandestini, la Caritas in prima linea

Fonte: L'Unione Sarda
19 maggio 2008

Il centro offre ogni giorno pasti e assistenza medica a centinaia di immigrati
Clandestini, la Caritas in prima linea
Don Marco Lai: «Regolari o no, per noi sono tutti fratelli»
Un migliaio, forse anche qualcosa in più. La mappa aggiornata degli immigrati clandestini che vivono in città non può che essere molto fumosa. L'unico termometro leggermente affidabile resta la Caritas che offre tra le altre cose anche alloggio e pasti agli stranieri, senza far caso se hanno o meno il permesso di soggiorno.
«Abbiamo tre servizi per gli immigrati - spiega don Marco Lai, parroco di Sant'Elia e direttore della Caritas diocesana -. Nella mensa vengono accolti tutti quelli che ne hanno bisogno, perché per noi sono prima di tutto fratelli e non ci mettiamo il problema se siano regolari. Poi abbiamo il centro d'ascolto Kepos nella piazza Santo Sepolcro, circa cinquecento persone di tutte le nazionalità. Solitamente sono immigrati clandestini, oppure persone regolari ma che si trovano in una condizione di enorme solitudine».
Non a caso il centro Kepos, gestito dalla diocesi, prende il nome dal giardino biblico dove Gesù, una volta risorto, venne accolto dalle donne che lo scambiarono per uno straniero. «Qui offriamo supporto psicologico, ma anche giuridico-legale - prosegue il sacerdote - poi c'è l'ambulatorio, inaugurato qualche mese fa in viale Sant'Ignazio. La legge dice che tutti hanno diritto all'assistenza sanitaria, soprattutto quella legata alle emergenze». Difficile, dunque, avere numeri precisi di un fenomeno in continua espansione, sebbene il numero si sia ridimensionato con l'allargamento della Comunità europea ai paesi dell'Est. Non una sanatoria, ma di fatto il lasciapassare per molti immigrati che prima erano a tutti gli effetti clandestini. Ma se la stragrande maggioranza degli irregolari non sfugge ai controlli (prima o poi tutti finiscono con l'essere identificati e ricevono l'espulsione, anche se poi decidono comunque di rimanere), c'è ancora una grossa fetta di clandestini che rimane invisibile. «Per noi esistono le persone da aiutare e basta - conclude il sacerdote - chi si trova in difficoltà merita il nostro supporto, poi spetta ad altri il compito di valutare il loro stato in punta di diritto».
Il fenomeno degli sbarchi dei clandestini inoltre ha raggiunto anche in Sardegna numeri allarmanti. Nel 2007 erano stati bloccati, nelle coste sarde, 1.927 extracomunitari. L'emergenza maggiore tra luglio e agosto quando sono arrivati 824 clandestini provenienti dall'Algeria. Nei primi tre mesi di quest'anno ne sono arrivati 159. Per far fronte a questi arrivi la Prefettura di Cagliari ha realizzato una struttura ad hoc: una palazzina a tre piani all'interno dell'aeroporto militare di Elmas, dove sorge il nuovo centro di prima accoglienza e di soccorso, pronto ad ospitare 220 immigrati clandestini. I lavori sono stati ultimati ma la struttura non verrà aperta nell'immediato, ma solo quando vi sarà una reale esigenza.
FRANCESCO PINNA