Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Al mercato è davvero Natale Novanta euro al chilo per l'aragosta, porchetto a 15 euro

Fonte: L'Unione Sarda
24 dicembre 2015

SAN BENEDETTO. La crisi c'è, i prezzi sono più alti (ma di poco) e i box sono affollati 


«Questa non è la mia festa», sorride Antonio Piccardi dal suo box di pollami nel mercato di San Benedetto. «Qualcuno festeggia il Natale mangiando tacchinella arrosto all'americana, altri l'anatra o la faraona. Ma quasi tutti optano per i piatti tradizionali». Antivigilia di Natale, il mercato ha un aspetto particolare: affollatissime le corsie dove si vende il porchetto e l'agnello, le altre, invece, sono semi deserte. Colpa della crisi? No. Magari si fa qualche sacrificio ma, per il cenone, non si rinuncia alla tradizione.
LE FILE Diventa, così, difficile parlare con chi espone su proceddu . «Le vendite», Francesco Lai, «stanno andando abbastanza bene. Anche perché i prezzi non sono variati di tanto rispetto all'anno scorso». Si aggirano intorno al 15 euro al chilo ma, puntando sull'agnello, si risparmia parecchio, almeno tre, quattro euro al chilo.
IL PESCATO Bada molto meno al portafoglio chi decide di puntare su un menu di mare: l'astice viene venduto a 40 euro al chilo, i gamberi di prima a 60, per l'aragosta si arriva a 90 euro. Ma anche i prodotti meno nobili costano. «Negli ultimi mesi», spiega Antonio Gatti, «sono aumentati i prezzi di quelle cose che, ora, vanno per la maggiore. La burrida, per esempio, è passata da sei, sette euro al chilo a dodici, quindici». Eppure tra i banchi del mercato girano tanti clienti. «Forse», interviene Davide Secci, «c'è un leggero calo rispetto all'anno scorso. Ma si lavora bene. I prezzi? Sono aumentati, non di tanto, quelli dei gamberi ma solo perché c'è meno prodotto in giro».
LE ALTRE PORTATE Tanta attenzione ai secondi: in alcuni box si propone anche la trippa e sa cordula . Ma lavora bene anche chi punta su altri cibi. «In tanti», racconta William Obinu, «stanno comprando il formaggio di Burcei. Ma va molto bene anche il pecorino di Siamanna». Nel cenone natalizio può mancare la frutta secca? «Quest'anno», risponde Maria Dolores Fenu, «la gente sembra avere meno paura di spendere. E non rinuncia alla frutta secca, alle noci e alle nocciole».
I PRODOTTI La crisi non è certo finita. Ma, ora, sembra esserci un briciolo di ottimismo in più. Così, vanno anche i prodotti più genuini che costano qualche centesimo in più. «Oltre alle cose tradizionali, come finocchi, sedano e carote», riflette Marco Mostallino, «la gente sta acquistando anche broccoli e le cime di rapa che produciamo direttamente. Le cose, per fortuna, non stanno andando male».
Marcello Cocco