Rassegna Stampa

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Is Mirrionis e il progetto fallito dell'hangar:"Restituitelo al rione"

Fonte: web Castedduonline.it
13 novembre 2015

 


Il progetto dell’Agenzia regionale del lavoro mai realizzato. Le associazioni: “Quello spazio deve essere restituito ai residenti del quartiere”

Autore: Federica Lai il 13/11/2015 09:32


 


Uno spazio di circa 1400 metri quadrati off limits da anni. L’hangar di via Is Mirrionis ancora chiuso, nonostante il progetto che l’Agenzia del lavoro, che aveva recentemente acquisito la struttura, insieme a Comune, Asl e associazioni di volontariato cittadine, stava portando avanti tra il 2011 e il 2012.  Tutto finanziato dal Programma operativo di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo. “Tanti incontri e proposte – spiega Roberta Manca, presidente dell’associazione Amici senza confini – Ma poi tutto è caduto nel nulla. Intanto l’hangar continua ad essere chiuso, in un quartiere dove i problemi e i disagi sono tanti e i servizi offerti scarseggiano. Però l’Agenzia decide di ampliare la propria sede, addirittura pensando di realizzare una palestra per i dipendenti”.

La struttura, sino agli anni Ottanta sede dell’officina meccanica della scuola di formazione professionale regionale, si trova dietro gli uffici dell’Agenzia del lavoro di via Is Mirrionis. “Una posizione ideale per essere vissuta da tutti i residenti”, aggiunge Manca. L’obiettivo era, ed è tuttora, quello di trasformare lo spazio in un centro di aggregazione. “Si potrebbe istituire un circolo di artisti – si legge nel report del processo partecipativo durato quasi due anni – L’utilizzo dell’hangar potrebbe essere utile nel miglioramento dei processi di inclusione di ex detenuti e di aiuto nel contrasto e prevenzione della criminalità giovanile”. E ancora: “può diventare uno spazio utile per aiutare i giovani nella conoscenza di sé stessi e delle proprie capacità orientate a sviluppare il proprio futuro”. “L’hangar ha delle possibilità enormi – sottolinea Roberta Manca - può diventare un nuovo punto di aggregazione e potrebbe essere una chiave utile per contrastare l’esclusione. Anche perché le criticità presenti nel rione sono molte: dall’isolamento, agli spazi e servizi  inadeguati, fino alla disoccupazione, la dispersione scolastica e lo scarso supporto ai disabili”.