Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Turismo, l’isola fa il botto Le presenze crescono del 25%

Fonte: La Nuova Sardegna
31 agosto 2015


Dati esaltanti, netta crescita rispetto al 2014: ha inciso anche l’incubo degli attentati Buone previsioni per settembre grazie agli stranieri. L’obiettivo: sfondare anche in autunno

 Nell’anno degli stranieri l’isola fa il botto. Sulle spiagge c’è la folla, quasi si cammina sulle teste. Negli alberghi c’è il pienone, le seconde case sono tutte occupate, trovare una stanza in un bed &breakfast è un vero colpo di fortuna. Più 20, forse addirittura più 25 per cento di presenze tra giugno e agosto: 10 punti in più rispetto all’anno scorso, quando pure non c’era da lamentarsi. Roba da non crederci, dopo alcune stagioni orribili con i porti semivuoti per colpa del caro traghetti e di una crisi economica che toglieva il respiro. La stagione 2015 sarà ricordata come quella dei record, con la Sardegna che sale sul podio d’Italia.
L’assalto. È merito del mare, quasi sempre promosso a pieni voti. E delle spiagge, con alcune perle che restano nel cuore e attirano i turisti come calamite. Per l’isola, come per il resto d’Italia, è stata una stagione all’insegna delle vacanze al mare: sdraio, ombrelloni e via, in assoluto relax. Ma se a sorridere sono gli stabilimenti balneari, la sorpresa arriva anche da un altro dato. In Sardegna, in questo caso più che nel resto d’Italia, hanno tirato la volata anche la bellezza della natura e le attività nel tempo libero: sport, escursioni, intrattenimento in generale, con un significativo +30% rispetto a un anno fa. E non è finita perché per settembre, a guardare le tantissime prenotazioni, sarà ancora estate.
Gli arrivi. Tra poco diventerà più facile incontrare un inglese che un piemontese. Gli stranieri negli ultimi tre mesi hanno popolato la Sardegna. Meno russi, più francesi, spagnoli e americani. Nel 2014 c’era stato un avvicinamento tra presenze italiane e straniere, quest’anno il turismo estero ha messo la freccia. Tanto che il sorpasso è atteso entro un paio d’anni. Ma tra i vari fattori, dipenderà anche dalla congiuntura internazionale.
Le ragioni del boom. Miglioramento dei servizi e più offerte certamente, ma non solo. La Sardegna il suo anno d’oro lo deve anche in parte a quello che è successo poco più giù delle nostre coste. La presenza inquietante dell’Isis, gli attentati in Tunisia, la difficile situazione in Egitto, hanno dirottato sull’isola una grossa fetta di turisti. In particolare i croceristi e quelli che scelgono di partire in bassa stagione perché il clima è più temperato e per godere di tariffe agevolate. Non solo. Il flop di località rinomate come Sharm el Sheikh, da sempre meta del turismo occidentale, ha portato nell’isola un numero consistente di turisti disposti a spendere cifre discrete per godersi la vacanza.
I limiti. Ora si sorride, si esulta, e le ragioni ci sono tutte. La stagione è stata un successo oltre le più rosee aspettative. E l’arrivo di tanti turisti stranieri è un buon segnale per il tanto desiderato allungamento della stagione. Perché è chiaro che tre-quattro mesi non possono bastare in un’isola che ambisce a vivere di turismo e dove non ci sono molte prospettive di rilancio economico. Il turismo delle zone interne ha dato buoni segnali, ancora però non sufficienti per esultare. Restano i limiti di un sistema che ancora deve essere rivisto. E che troppo spesso, in passato, i turisti li ha fatti allontanare. In primo luogo i prezzi, che continuano a essere abbastanza alti. E poi i servizi, la pulizia: quest’estate la raccolta differenziata ha fatto flop e molte strade si sono trasformate in discariche.
Stagione più lunga. Qualche anno fa aveva
funzionato: il bando della lunga estate aveva convinto gli alberghi ad aprire prima e chiudere più tardi, grazie al contributo economico della Regione per pagare camerieri e collaboratori. Da due anni il bando è sparito. Eppure potrebbe essere molto utile per dilatare ulteriormente la stagione.