Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Mercato, pesci venduti in strada

Fonte: L'Unione Sarda
26 agosto 2015

SAN BENEDETTO. Vertice con direttore e assessore dopo il crollo di domenica nel reparto ittico

La protesta: commercio di orate, cozze e arselle sui marciapiedi 


Prima una movimentata assemblea con il direttore del mercato e l'assessore comunale alle Attività produttive, poi la decisione da parte di una quindicina di operatori di prendere le cassette di pesci, cozze e arselle e sistemarle sul marciapiede, nel lato di via Cocco Ortu. «Lavoriamo così, anche se sappiamo di rischiare sanzioni, ma non abbiamo alternative». I commercianti ittici di San Benedetto, dopo la chiusura del reparto al piano terra per il crollo di una parte del soffitto, hanno rifiutato di spostarsi in altri mercati: sperano che i lavori per la riapertura dei loro box possano durare pochi giorni, al massimo una settimana. «Intanto cerchiamo di campare».
L'INCONTRO La giornata è iniziata presto. Una buona parte dei 70 operatori ittici si è trovata al mercato per conoscere eventuali novità dal direttore Ignazio Leo e dall'assessore Barbara Argiolas. Un incontro senza formalismi, davanti ai furgoni pronti per essere scaricati e alle celle frigo. La proposta di andare in altri mercati (Sant'Elia e via Quirra) non è stata presa in considerazione: «I nostri clienti sono qui. Non possiamo spostarci», ha spiegato Pierpaolo Loi. Difficile, praticamente impossibile, allestire un struttura provvisoria (con dei gazebo) nei parcheggi su via Pacinotti: servirebbe l'autorizzazione della Asl che potrebbe arrivare solo nel caso in cui le condizioni per la lavorazione e conservazione dei prodotti fossero a norma. Una soluzione troppo costosa e dai tempi lunghi. Si è poi parlato della durata dei lavori all'interno del reparto ittico chiuso da lunedì mattina: «Forse dureranno due settimane», ha evidenziato Silvano Portoghese, «ma noi speriamo di poter rientrare nei nostri box già la settimana prossima». Le squadre del Comune stanno lavorando giorno e notte per ridurre al minimo i disagi. E ufficiosamente si spera di riaprire tutto il reparto ittico già dalla settimana prossima.
PESCI IN STRADA Al termine dell'assemblea, in quindici si sono spostati all'esterno. C'è chi ha scelto il marciapiede, chi le scale dell'ingresso alla struttura. «Non sono autorizzati dall'amministrazione comunale», hanno precisato assessore e direttore del mercato. «Avevo dei prodotti nelle celle frigo. Non solo: avevo ordinato del pesce fresco che mi è stato consegnato. Cosa avrei dovuto fare? Buttare tutto?» Andrea Corda è tra gli operatori che ha scelto di piazzare una bancarella improvvisata in strada. «Cerchiamo di salvarci. Ad agosto lavoriamo molto bene, anche con i turisti. Andare da un'altra parte? I nostri clienti sono qui e inoltre non vogliamo danneggiare gli operatori degli altri mercati».
RIMBORSI PER I DANNI I commercianti si sono informati anche per l'eventuale rimborso per i danni subiti dalla chiusura della struttura. Tutti presenteranno le domande per ottenere quello che viene chiamato il “mancato profitto”. «Lo farò ma non ho molte speranze di vedere soldi», ha osservato con un po' di ironia uno degli operatori. «Questa situazione», ha aggiunto Silvano Portoghese, «danneggia anche la città. Il mercato è pieno di turisti e l'immagine di Cagliari, dopo la chiusura per il crollo, viene sporcata».
CRITICHE POLITICHE Inevitabili le polemiche politiche. «Perché dopo il crollo dell'anno scorso non sono stati presi provvedimenti?», ha chiesto Edoardo Tocco, consigliere comunale di Forza Italia. «La realtà è un'altra: i mercati cittadini sono in una situazione di inadeguatezza, con gravi carenze negli impianti elettrici». Il vice presidente del Consiglio comunale, Paolo Casu, ha presentato un'interrogazione urgente alla Giunta: «Sono necessarie spiegazioni su quello che è avvenuto al mercato di San Benedetto. Solo per una fortunata coincidenza non si sono state gravi conseguenze per le persone».
Matteo Vercelli