Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Una fiera per rivitalizzare l'economia dell'Isola

Fonte: L'Unione Sarda
26 febbraio 2009

Dopo la seconda guerra mondiale



Agli inizi del 1949, Cagliari cercava faticosamente di rimarginare le dure ferite della guerra. I generi alimentari erano razionati e prelevabili solo dietro esibizione della tessera annonaria, il lavoro mancava completamente ed era iniziata l'emigrazione di massa per avere almeno la speranza in un futuro migliore. In questo contesto, per spronare l'asfittica economia isolana, la Camera di commercio decise di organizzare, dal 22 gennaio al 6 febbraio di quel 1949, la prima Fiera campionaria della Sardegna.
La passeggiata coperta e l'area all'aperto adiacente, posta all'inizio di viale Regina Elena, furono la sede prescelta per la rassegna dove fu prevista la costruzione, con tubi d'acciaio, di un'ampia arcata dell'altezza di sette metri che doveva costituire l'ingresso monumentale.
Il 6 gennaio sull'Unione Sarda, fu pubblicata una comunicazione dal significato campanilistico: «L'unica, la vera, la sola fiera della Sardegna a Iglesias a ottobre». A questo comunicato seguì una polemica del comitato organizzatore iglesiente contro le autorità che rilasciarono la concessione alla nascente fiera cagliaritana creando un dualismo che avrebbe danneggiato, non solo gli espositori, ma anche la debole economia locale. Nonostante la disputa, le adesioni arrivarono numerose e non solo dalla Sardegna, gli spazi a disposizione furono tutti occupati.
Alle 16.30 del 22 gennaio, l'Alto Commissario per la Sardegna, generale Pinna, tagliò il tradizionale nastro tricolore al quale seguì uno squillo di trombe, un suono di sirene e l'esecuzione dell'inno nazionale. L'afflusso dei visitatori iniziò massiccio anche grazie a speciali tariffe ferroviarie e alle comitive di studenti che usufruirono di sconti particolari: dopo quattro giorni si registrarono 16 mila persone e cento milioni di volume d'affari. Uno sciopero generale, scoppiato improvvisamente, fece mancare l'energia elettrica per alcuni giorni e il comitato organizzatore decise di prorogare la chiusura della fiera al 13 febbraio. Il giorno prima della conclusione della rassegna, Antonio Segni, ministro dell'Agricoltura, visitò l'esposizione dichiarando: «Mi ha fatto piacere apprendere che molte macchine agricole sono state acquistate dai nostri agricoltori i quali, se hanno mezzi tecnici moderni, non sono secondi a nessuno».
SERGIO ATZENI

26/02/2009