Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Teatro lirico, servono cinque milioni Pigliaru domani incontra i sindacati

Fonte: L'Unione Sarda
25 marzo 2015


Dopo quattro giorni si dimette il direttore amministrativo: «Condizioni di salute incompatibili»

 


Teatro lirico, scende in campo Francesco Pigliaru. Domani alle 15 il presidente della Regione, azionista di peso di una Fondazione che traballa, incontrerà i sindacati: un faccia a faccia lungamente atteso dai lavoratori della più importante azienda culturale dell'isola. Gli chiederanno una linea politica: dire cosa la Regione intenda fare per salvare il teatro e agire di conseguenza.
La situazione, in via Sant'Alenixedda, è sempre più preoccupante. Gli stipendi arrivano in ritardo, i sindacati chiedono la testa del soprintendente Angela Spocci e dopodomani si apre il processo al presidente della Fondazione, il sindaco Massimo Zedda, per abuso d'ufficio in relazione alla nomina dell'ex sovrintendente Marcella Crivellenti. Nel frattempo va avanti la nuova inchiesta della Procura, sempre con l'abuso d'ufficio come ipotesi di reato e di nuovo Zedda come unico (al momento) indagato. Mancano il direttore artistico e quello amministrativo: a quest'ultimo incarico Giovanni Battista Ena, nominato lunedì 16 marzo, ha rinunciato quattro giorni dopo, senza nemmeno arrivare alla firma del contratto di lavoro. È il terzo no in pochi mesi, dopo quelli del presidente della Fondazione Banco di Sardegna Antonello Cabras, che ha ceduto il seggio nel Consiglio di indirizzo a Francesco Boggio, e del costituzionalista Pietro Ciarlo, nominato dal ministero per i Beni culturali, dimissionario e sostituito da Tore Cherchi. Ena ha addotto come motivo della rinuncia le proprie «condizioni di salute» definite «incompatibili» con l'impegno richiesto dall'incarico. Ma molti vedono nel suo no una conferma della gravità del quadro.
Dopo due mesi di inattività, con una macchina che costa 50 mila euro al giorno, in programma c'è una stagione sinfonica che ha debuttato con la sala semivuota e arriva fino a maggio; nessuna stagione lirica, e in base a questa il ministero stanzierà i prossimi finanziamenti. Altri teatri stanno già vendendo gli abbonamenti per la stagione lirica 2016.
Ultima, ma non ultima, la questione dei conti, sullo stato di salute dei quali, nei mesi scorsi, c'è stato un balletto di cifre. Interessante, da questo punto di vista, la relazione depositata dall'ex direttore amministrativo Paolo Paoli il 18 dicembre scorso, quattro giorni prima della decadenza sua e dell'ex soprintendente Mauro Meli. Un documento di 16 pagine in cui il commercialista fiorentino racconta cosa ha trovato nei libri contabili all'inizio del 2013, quando su nomina di Marcella Crivellenti aveva preso possesso dell'incarico, cosa è stato fatto nei due anni scorsi (sotto Crivellenti e sotto Meli), cosa si deve fare e cosa si rischia. Per Paoli i problemi economici della Fondazione vengono da lontano: «Una limitata capitalizzazione iniziale, perdite di esercizio ed alcuni crediti divenuti inesigibili». Risultato: «La Fondazione ha attualmente un patrimonio netto negativo di 4.797.779 euro». L'ex direttore amministrativo, però, fa anche altro: ripartisce per gli anni di competenza alcune poste negative che sarebbe ingiusto scaricare solo sull'esercizio finanziario 2014; in questo modo, anche bilanci chiusi in attivo avrebbero, in realtà, evidenziato un risultato economico negativo. Quali sono queste poste? Per esempio, gli acconti su futuri miglioramenti: soldi che negli anni scorsi, in attesa della stipula (poi mai arrivata) di un contratto integrativo, sono stati anticipati ai dipendenti, sia quelli a tempo indeterminato (ai quali, eventualmente, potrebbero essere stornate in futuro) sia quelli a tempo determinato (e in questo caso, terminati i rapporti di lavoro, il recupero è più problematico). Ma anche i 2 milioni 350 mila euro dei Fondi Por 2003: il Lirico fu escluso, ma una sentenza del Tar di tre anni fa stabilisce che quell'esclusione fu ingiusta. La Regione è stata inutilmente sollecitata a riaprire la graduatoria e stabilire se il Lirico meritasse o meno quei fondi: se sì, dovrebbe erogarli. Il teatro, però, non ha fatto il passo che dovrebbe fare a questo punto: chiedere al Tar di far applicare la sua sentenza.
Paoli conclude la sua relazione con un allarme: coi conti in queste condizioni basterebbe una verifica ministeriale per decretare «la messa in liquidazione coatta amministrativa» dell'ente. Di qui l'appello: per salvare il teatro i soci devono ricapitalizzare; servono cinque milioni.
«Serve un accordo molto forte fra Regione, Comune, ministero per i Beni culturali e Fondazione Banco di Sardegna - commenta Tore Cherchi, uomo del Mibact nel Consiglio d'indirizzo - e a promuoverlo dev'essere innanzitutto la Regione».
Anche di questo, domani, i sindacati parleranno al presidente Pigliaru.
Marco Noce