Rassegna Stampa

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Cappellacci (FI): “Osare con le Primarie. Se le avessimo fatte, nel 2014 il centrodestra avrebbe vin

Fonte: web Ad Maiora Media
2 marzo 2015

CAGLIARI


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Comune_Cagliari2Le elezioni comunali di Cagliari si avvicinano e mentre il centrosinistra, soprattutto l’irrequieto Partito democratico, attende la chiusura dei numerosi cantieri che stanno paralizzando la Città e l’andamento dei processi, che vedono protagonista il sindaco Zedda, per decidere il da farsi, nel centrodestra sembra aprirsi il dibattito: primarie sì; primarie no. Finora la competizione per la scelta del candidato Sindaco del Capoluogo di regione è stata ufficialmente richiesta dai Riformatori e da Fratelli d’Italia, ma dalle fila ufficiali di Forza Italia non era ancora arrivato alcun pronunciamento sul tema. Il generalizzato diktat berlusconiano sullo strumento rischia di paralizzare lo schieramento e di dividerlo nuovamente, considerate le plurime velleità, alcune già note, ma altre ancora sottotraccia. Tra i noti, in prima fila il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Giuseppe Farris, l’ex senatore Piergiorgio Massidda ed il redivivo Giandomenico Sabiu, già candidato Sindaco nel 2006 con alcune liste civiche, ex Alleanza nazionale, ma ultimamente più vicino a Forza Italia.

Finalmente, oggi, è arrivata un’autorevole posizione che proviene dallo schieramento azzurro e che fa intravedere un percorso: «Fin dalla mia prima esperienza come coordinatore di partito - ha scritto Ugo Cappellacci  - ho sempre sostenuto la necessità che la politica uscisse dalla logica delle ‘corti’, del cosiddetto ‘palazzo’ e dalle pratiche autoreferenziali per essere autentico strumento di partecipazione democratica. Dobbiamo rendere naturali tutti quei processi che possono favorire la partecipazione dei cittadini e la loro mobilitazione in nome di una visione comune, di un programma, di valori condivisi. Solo così sapremo coinvolgere nuovamente sia i militanti che vogliono contribuire attivamente alla nostra azione, sia tutti coloro i quali vogliono partecipare alla vita pubblica della comunità, ma non se la sentono di farlo all’interno di una sede di partito.»

«Queste mie parole non sono di oggi, ma del luglio del 2013 – ha spiegato l’ex Governatore – quando si trattava di scegliere il candidato alla Presidenza della Regione. Ritengo necessario richiamarle perché spesso la politica tende a stabilire delle regole, ma solo per gli altri o secondo le convenienze del momento. Allora per il sottoscritto si trattava anche di rimettere in discussione una candidatura che, in quanto presidente uscente, era praticamente certa. E’ vero che poi le Primarie non si celebrarono perché l’idea non venne recepita dalla coalizione. Sarebbe stato un momento di confronto utile, non a caso respinto anche da chi preferì poi scegliere altre vie con risultati che sono di fronte agli occhi di tutti, con quell’oggettività che solo i numeri possono avere. Resta il rammarico, perché probabilmente, se avessimo seguito il metodo primarie, il centrodestra avrebbe conseguito quella vittoria che è mancata per un pugno di voti e sarebbe ancora al governo della Sardegna.»

Un chiaro richiamo, senza nominarlo, alla scelta autonoma nelle scorse elezioni regionali del deputato ex-Forza Italia, ora leader del movimento Unidos, Mauro Pili. Ma la mente potrebbe correre facilmente anche alle Provinciali di Cagliari del 2010 col centrodestra diviso (protagonisti proprio gli stessi Farris e Massidda) e perdente contro Graziano Milia. Una strada suicida che sembra prendere corpo anche per le Comunali di Quartu Sant’Elena, previste nella imminente primavera. Il centrodestra si presenterà con almeno due candidati, ma il mancato accordo rischia di determinare un effetto moltiplicatore. E nonostante, il Sindaco uscente, Mauro Contini, abbia manifestato la propria disponibilità alle Primarie, proprio come ha ricordato di aver fatto Cappellacci nel 2013, a meno di tre mesi dai ‘ludi cartacei’ quartesi tutto tace e non certo i programmi determinano la spaccatura.

L’ex Governatore conclude la sua nota parlando chiaro: «Perché non scegliere  il candidato sindaco di Cagliari con le primarie? – si è chiesto retoricamente – Perché non far scegliere i cittadini anziché ripetere il rito dei cosiddetti big di partito che litigano, trattano pesi e contrappesi e alla fine tirano fuori un nome? Anche perché alla fine la scelta spetta al corpo elettorale e non alle nomenclature. Lo affermo senza alcuna preferenza per un aspirante o per un altro, ma solo per un metodo condiviso, per un percorso partecipato, che conferisca al vincitore di un’eventuale competizione il ruolo che gli spetta e che sgombri il campo da ogni alibi per le candidature ‘a sfregio’, che tanto male hanno fatto dalle elezioni provinciali di Cagliari fino ad oggi. Peraltro con le primarie anche una minoranza interna sarebbe riconoscibile e legittimata come tale.»

«Sono consapevole – ha concluso Cappellacci – che nella nostra area politica c’è un certo scetticismo su questo metodo e che queste posizioni siano ora irrobustite dalle sventure delle primarie del Pd, ma bisogna avere il coraggio di osare. Non si può aspettare il compiersi di giochi di rendite di posizione che sono già finiti. Forza Italia e il centrodestra possono ricominciare a vincere, se sapremo dare spazio ad un’anima militante, se restituiremo voce ad un popolo che esiste e che aspetta una chiamata. Ecco perché non possiamo trascorrere un anno a giocare al totosindaco, a vedere facce che scorrono sulle pagine dei giornali. E’ inutile vedere delle facce, se poi non si stabilisce una linea condivisa per esempio sul centro storico di Cagliari, sul fronte del mare, sul sistema dei colli, sulle zone umide, sulla vocazione turistica della città. Fare le primarie significa far parlare il nostro movimento e far parlare del nostro movimento. Significa riattivare la dialettica e la grande capacità di mobilitazione da cui ha avuto origine.»

Fabio Meloni