Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

L'appello dei teatri: «Servono nuovi palchi»

Fonte: L'Unione Sarda
16 febbraio 2009

le reazioni Le compagnie sono concordi 



Si tocca ferro, ci si preoccupa: la ventilata cessione dell'Alfieri preoccupa chi fa teatro in città. «Un teatro che chiude e diventa un market», afferma deciso Gianfranco Angei degli Actores Alidos, «è una mortificazione per la città». Gli spazi non sono mai abbastanza. «Perché meno ce ne sono, meno iniziative culturali possono essere messe in cantiere. In proporzione, rispetto ad altre città, non siamo certo messi bene».
Tra l'altro, l'Alfieri non viene considerato un teatro come gli altri. «Spesso», interviene Rita Atzeri del Crogiuolo, «gli spazi sono stati creati da persone che non conoscono le esigenze del teatro: capita di trovare, dunque, palchi non idonei, sale non dotate di uscite da dove far entrare le attrezzature. Sarebbe davvero un peccato che chiudesse uno dei teatri che risponde bene alle nostre esigenze. Le sale che esistono attualmente non sono sufficienti neanche per le compagnie riconosciute dalla Regione».
Fame di spazi per chi fa cultura. «Non servono», puntualizza il tenore Gianluca Floris, «solo i finanziamenti delle pubbliche amministrazioni. Sono indispensabili anche i luoghi dove fare teatro». Fondi e spazi, il problema sta tutto qui. «Magari», dice Lelio Lecis di Akroama, «i teatri potrebbero anche essere sufficienti. Ma, purtroppo, soprattutto da parte del Comune stanno mancando le risorse. Le iniziative culturali non sono una spesa ma un investimento che, per esempio, produce lavoro per tutti gli operatori del settore».
I teatri spariscono. E i cinema? «Per quanto riguarda le prime visioni», risponde Stefania Medda, della cooperativa Spazio 2001 che gestisce l'Odissea, «siamo a posto. Però, servono sale che possano soddisfare anche altre esigenze». Magari l'Alfieri? «Certo. Sono sicura che non chiuderà». ( mar.co. )

15/02/2009