Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«Gli altri licenziano, noi investiamo»

Fonte: La Nuova Sardegna
13 febbraio 2009

VENERDÌ, 13 FEBBRAIO 2009

Pagina 1 - Cagliari

LA VERTENZA CTM


Il direttore: «Vogliono il raddoppio del premio annuale, scioperino pure»




MAURO LISSIA

CAGLIARI. Tre giornate di sciopero in un mese, per il servizio del trasporto pubblico sembra profilarsi un’altra stagione nera. Da una parte i vertici del Ctm, che tengono duro sulle richieste economiche dei dipendenti. Dall’altra i sindacati, tutte le sigle compatte, impegnati in una protesta dalle prospettive imprevedibili. Il 19 febbraio il sindaco Emilio Floris, che come capo dell’esecutivo comunale è anche il maggior azionista del Consorzio trasporti e mobilità, incontrerà le rappresentanze dei 752 lavoratori per cercare un punto di mediazione. Abbiamo sentito le ragioni del direttore generale Ezio Castagna, manager d’acciaio che tra il 2000 e il 2002 non fece un passo indietro malgrado le 41 giornate di sciopero proclamate dagli autisti.
- Direttore, tre scioperi dei pullman in poche settimane. Qual è il punto focale di questa vertenza?
«C’è un problema economico, la richiesta dei sindacati è di aumentare il premio annuale di produttività del cento per cento. Una richiesta che noi consideriamo semplicemente assurda».
- Può indicare le cifre?
«Il premio è fermo al 2006 ed è di 1600-1700 euro, naturalmente è stato pagato anche per il 2007 e lo sarà regolarmente per il 2008. Scioperano perchè pretendono 3000 euro e noi rispondiamo con un secco e irrevocabile ‘no’».
- Qual è la distanza tra la richiesta e l’offerta dell’azienda?
«Noi abbiamo offerto un aumento fra il 30 e il 35 per cento, ancorandolo ad alcune condizioni. Alla presenza costante del singolo autista, ma anche al risultato del settore. Parliamo degli autisti perchè sono 545 su 752 dipendenti complessivi e rappresentano il servizio centrale del Ctm».
- In sostanza l’azienda intende legare la crescita della busta paga ad un recupero di produttività e all’efficienza del servizio.
«Certo, siamo disponibili a ragionare su questo. Vorrei aggiungere che in tutto il mondo le aziende sono impegnate a licenziare e a tagliare costi, mentre il Ctm mantiene tutti i posti di lavoro, assume con regolarità e ora propone un aumento consistente del premio di risultato».
- I sindacati contestano la scelta di acquistare i nuovi mezzi con la formula del full service, che prevede il servizio di manutenzione a carico del fornitore. E’ un’eventualità che metterebbe seriamente a rischio il lavoro dei cento addetti alle officine...
«Su questo punto sono state dette molte menzogne, lo sciopero è un diritto ma le menzogne no. Quindi è meglio chiarire. Prima di tutto i 170 autobus che arriveranno non saranno acquistati coi soldi della Regione ma con quelli del Ctm. C’era un debito della Regione nei confronti dell’azienda, ci siamo accordati perchè ci venisse saldato con l’acquisto di mezzi».
- Ma la formula del full service...
«E’ stata un’indicazione precisa dell’assessore ai trasporti Sandro Broccia, cui io e il presidente Giovanni Corona ci siamo fermamente opposti. Il full service è più oneroso, ma soprattutto una scelta del genere avrebbe messo in pericolo il lavoro di un centinaio di dipendenti, quelli delle officine».
- E allora come finirà?
«Attendiamo che la Regione pubblichi il bando, ma dopo l’ultimo confronto con l’assessore credo che il problema sia superato».
- Comunque lei dice che la Regione non ha sborsato un soldo...
«La Regione non ha erogato un solo euro. C’erano due bandi europei cui il Ctm ha partecipato. E siccome i miei collaboratori sono piuttosto bravi, li abbiamo vinti tutti e due. Coi fondi europei non solo completeremo il parco mezzi, che diventerà il più giovane d’Europa. Ma metteremo in campo il massimo della tecnologia a livello nazionale».
- Ma questo riguarda anche i lavoratori?
«Veda un po’ lei... col sistema Tetra i mezzi saranno collegati via radio senza coni d’ombra ventiquattr’ore su ventiquattro e in ogni autobus sarà installata una telecamera in connessione con il nostro centro, il che garantisce una notevole crescita in termini di sicurezza per gli autisti. Avremo quattrocento paline intelligenti nell’area vasta, tante quante ne ha l’intera città di Roma. A me sembra che questi interventi siano utili a migliorare il servizio per i cittadini e a rendere più semplice il lavoro degli autisti».
- Che il servizio del trasporto pubblico sia ampiamente migliorato è un dato oggettivo, direttore. I dipendenti del Ctm però dicono di aver fatto la loro parte e rivendicano il diritto di veder crescere anche il proprio benessere...
«Noi siamo qui per discutere, abbiamo provato a farlo ma loro si sono alzati dal tavolo e hanno fatto tre scioperi. Che cosa dovremmo fare in questa situazione? Scioperino pure, tanto le richieste assurde non passeranno mai».
- Quindi lei non vede una prospettiva, una possibilità di risolvere una vertenza che penalizza gravemente soprattutto i cittadini più deboli, che hanno i mezzi del Ctm come solo mezzo di trasporto accessibile.
«Il 19 febbraio è in programma un incontro fra i sindacati e il sindaco, vediamo che cosa succede. Noi siamo pronti a riprendere il dialogo, ma su basi ragionevoli. Chi fa richieste insensate deve accettarne le conseguenze».