Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Cani e cafoni col guinzaglio

Fonte: L'Unione Sarda
3 novembre 2014

Il responsabile del canile municipale parla di civiltà, abbandoni e addestratori

Cosseddu: il lato insopportabile degli animali? I padroni I cani gli confidano stati d'animo, preferenze, paure. Un linguaggio fatto di code roteanti, guaiti, aumento vertiginoso di toni se qualcosa li insospettisce. Giuseppe Cosseddu ne tiene doverosamente conto: «C'è il cucciolo che ama tuffarsi nelle pozzanghere e correre, quello che teme i tuoni, l'adulto più pulito e riflessivo . In caso di adozioni teniamo presenti le esigenze specifiche».
Ha il polso di un universo che viaggia parallelo alla vita dei cagliaritani. Per capirci: in tutta la provincia l'Asl 8 ha sistemato il microchip sotto la cute di centocinquantamila cani, altrettanti sono passati per gli studi privati. Trentasei anni, responsabile del canile municipale di via Po, lavora nelle palazzine che furono sede del mattatoio: una specie di contrappasso immobiliare. Adora i cani e la loro compagnia oltre la sfera professionale: «Ne ho otto. Meticci, trovatelli e di razza», più altri centocinquanta direttamente sotto la sua giurisdizione. «Ho quest'incarico da dieci mesi, però mi occupo dei randagi da dieci anni».
Al Comune quanto costa mantenerli?
«Tre euro e cinquanta al giorno per ciascuno».
I gatti?
«La legge prevede solo ricoveri per tempi brevi, giusto per curarli prima di tornare nelle colonie feline».
Quali?
«Le più grandi sono sul colle di San Michele, a Terramaini, Monte Urpinu, Monte Claro, viale Marconi. Più modeste a Castello, nel cimitero di San Michele, in via dei Grilli, via Monsignor Piovella, piazza san Domenico, nei giardini pubblici. Tante piccole sono sparse per il centro storico. Nell'ultimo anno è stato fatto un grande lavoro di sterilizzazione su un migliaio di gatti».
Cosa si deve fare quando si trova un randagio?
«Spostarlo a lato della carreggiata, se intralcia la circolazione. Poi dev'essere informata la polizia municipale, che ha l'obbligo di intervenire. Solo gli agenti possono portare gli animali nel canile: una limitazione per evitare di incentivare gli abbandoni. C'è poi un veterinario Asl sempre reperibile».
Chi abbandona i cani?
«Chiunque sia sprovvisto di una coscienza civile».
Le ragioni?
«Le più disparate: la nascita di un figlio, un familiare da assistere, cambio della sede di lavoro. Il ragionamento è brutale: lontano dagli occhi lontano dal cuore . Può accadere che i proprietari non si siano documentati preventivamente sulle necessità della razza: quando fanno la scoperta decidono di disfarsi del compagno».
Più colpevoli i poveri o i ricchi?
«La maggioranza dei padroni snaturati appartiene alla classe media».
Un caso che l'ha colpita?
«È recente. Un ragazzo voleva adottare un cucciolo. Appena entrato nel canile è stato riconosciuto dal suo cane, che lui credeva morto. Così gli avevano raccontato i familiari dopo la scomparsa».
Il periodo degli abbandoni?
«Tutto l'anno».
L'arrivo di un circo coincide con la scomparsa dei randagi, trasformati in snack per tigri e leoni?
«Credo sia una leggenda, come quella che vuole le navi cinesi imbottite di animali catturati nei porti incontrati sulla rotta».
I cagliaritani torturano i cani?
«Capita che li costringano a vivere nel terrazzino, nel garage, dentro una vecchia auto, senza le adeguate condizioni igienico sanitarie».
I combattimenti?
«Per quanto ne so, non vanno oltre l'eccezione».
Alcuni sono armi improprie?
«Certe razze hanno un'aggressività innata, sono selezionate per quest'obiettivo. Se voglio un cane da guardia scelgo tra le più inclini, ma va educato per tenerlo sotto controllo»
Il carattere è un copia e incolla di quello del proprietario?
«È una semplificazione. Certo, chi è educato tendenzialmente avrà un animale rispettoso degli altri, e viceversa».
Gli addestratori?
«È indispensabile fare molta attenzione, chiedere e informarsi perché ormai tanti, troppi hanno il tesserino di educatore cinofilo. C'è una marea di incompetenti che vende una professione che non ha».
Quanto sono cafoni i padroni?
«Moltissimo, una buona fetta non pulisce neppure il marciapiede. È un danno anche per gli animali, che diventano sgraditi agli altri».
La percentuale?
«In un decennio è scesa dall'ottanta al venti per cento».
Esistono cani più intelligenti?
«È una valutazione soggettiva: per alcune persone lo sono quelli che eseguono gli ordini alla lettera, altri apprezzano la capacità di fare da sé senza rispettare alcun comando. E comunque ciascuno riconosce il guizzo nel suo cucciolo».
ppaolini@unionesarda.it