Rassegna Stampa

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Villa Laura, un pezzo di storia di Cagliari che si rischia di perdere L'edificio liberty cade a pezz

Fonte: web Castedduonline.it
10 marzo 2014

 

Autore: Federica Lai il 07/03/2014 15:00

Villa Laura, l’edificio liberty all’ingresso di Tuvixeddu cade a pezzi, addio anche alle palme sterminate dal punteruolo rosso. Nel 2008 la Regione, guidata dall’allora presidente Soru, aveva acquistato la struttura, costruita all’inizio del Novecento, per quasi 2 milioni di euro con l’intenzione di trasformarla nella porta del parco archeologico. Ma da allora è tutto ancora fermo, e Villa Laura, nella quale è racchiuso un pezzo di storia di Cagliari, cerca giorno dopo giorno di resistere al degrado. Il monumento è stato oggetto di sopralluoghi anche da parte del Comune, ma al momento non esiste nessun progetto di restauro, che vista l’imponenza della struttura comporterebbe dei lavori piuttosto onerosi. Al momento la Regione ha attivato solo un servizio di vigilanza 24 ore su 24, ma la struttura si trova in evidente stato di abbandono: i cornicioni stanno cadendo a pezzi, le palme sono state sterminate dal punteruolo rosso, e all’interno della struttura regnano topi e pulci. La storia di Villa Laura. La struttura è stata progettata dall’ingegnere Giuseppe Manunza, e costruita nel 1907. Era la residenza di campagna di Carlotta Lai, che la intitolò alla figlia, Laura appunto. È anche conosciuta come villa Cossu-Murru, dal nome degli ultimi proprietari: il medico Didaco Cossu, pioniere della radiologia a Cagliari e la moglie Laura Murru, insegnante di liceo e allieva di Ludovico Geymonat, matematico e storico della filosofia. L'edificio conta tre piani: il primo ospitava da una parte le cucine, dall'altro l'ambulatorio. Il secondo, il piano nobile, si affaccia sulla terrazza con le statue sulla balaustra che si intravede dal viale. Un ultimo piano con i segni evidenti sulle pareti lasciati dagli adolescenti degli ultimi affittuari. Sul retro c'è un'altra costruzione, quella della servitù: un corpo separato, inagibile per il cedimento di una parte della copertura. E poi ci sono i sotterranei scavati nella roccia in epoca punica, utilizzati come cantina e come rifugio nell'ultima guerra.