Rassegna Stampa

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.Pigliaru: "No agli indagati in Giunta", Barracciu replica: "Decide il Pd". E attacca Lai

Fonte: web SardegnaOggi.it
19 febbraio 2014

Politica  
    
All'indomani della vittoria via al toto Giunta nel centrosinistra. Le ipotesi dei nomi che dovrebbero comporre l'esecutivo guidato da Francesco Pigliaru contribuiscono ad arroventare il clima all’interno del Pd. Da un lato il segretario regionale Silvio Lai che, accanto a Pigliaru, promette “nessuna pressione” per i nomi, dall’altro Francesca Barracciu: “Il Pd ha tutto il diritto di dire la sua, Pigliaru dovrà tenerne conto. Lai, come segretario del partito, è scaduto”.

CAGLIARI -  Eccola qui, a un giorno esatto dalla vittoria alle elezioni regionali, la prima possibile grana per il neo-presidente Francesco Pigliaru: la scelta delle persone che devono sedersi sulle poltrone della sua Giunta. E, a parte tutti i “rumors” che si rincorrono, il quadretto festante e gioioso della conquista dell’isola del centrosinistra è già squarciato da affermazioni al vetriolo. A ventiquattro ore esatte dall’incoronazione di Pigliaru, infatti, deflagra in modo netto la questione legata alle dodici caselle da riempire con altrettanti assessori. Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie democratiche e poi autrice del famoso “passo indietro” che ha portato all’entrata in scena di Pigliaru, non utilizza certo il fioretto nelle sue dichiarazioni, fatte questa sera a Videolina durante la trasmissione 'Dentro la Notizia', subito dopo la mezzora in cui avevano parlato Pigliaru e Silvio Lai.

Barracciu entra in scena a pochi minuti di distanza dal duo Pigliaru-Lai. L’europarlamentare Pd è un fiume, velenoso, in piena. Non subito. Prima, c’è appena lo spazio per ricordare che “ho fatto la campagna elettorale per ottenere la vittoria del centrosinistra, il resto è alle spalle. La nuova Giunta deve essere all’altezza dei problemi dell’isola, non c’è tempo per fare tirocinio a nessuno”. Poi, spazio alle fucilate verbali: “Chi si è nutrito della mia vicenda ha detto cose a vanvera, sono la campionessa delle preferenze del Pd sardo. Ho fatto un passo indietro perché ho messo davanti a tutto il futuro dell’isola, nonostante i sondaggi mi fossero favorevoli. Mi sorprende che Silvio Lai, scaduto come segretario del Pd, abbia accompagnato Pigliaru ma non abbia avuto la forza di dire che il nostro partito è garantista, che dirà la sua sulla Giunta, visto che ne ha il diritto e il dovere senza che nessuno si metta a sindacare”, tuona la Barracciu, che prosegue riferendosi a Pigliaru: “La sua vittoria è stata messa su un piatto di argento, ma lui non ha portato un solo voto in più rispetto alla coalizione, serve sedersi alla pari per discutere. Non so se mi interesserà entrare in Giunta, ma questo lo deciderà comunque il Pd, non Pigliaru”.

Prima del discorso-fiume della Barracciu, il nuovo presidente della Regione e l’attuale segretario regionale Pd, a precise domande, dicono la loro sulla formazione della Giunta. Soprattutto il “professore”, a onor del vero: “I nomi circolati finora si possono anche non leggere. Tra qualche giorno toccherà a me, farò una buona giunta nella quale non ci saranno persone indagate. Se poi dovessero uscire da questa situazione, si potrebbe valutare”. Pigliaru, quindi, si smarca dalle voci insistenti che danno Francesca Barracciu futuro assessore regionale alla Sanità, o addirittura alla vice presidenza. Ma non chiude del tutto la porta all’europarlamentare democratica. Per dovere di cronaca, gli altri nomi che circolano sono, tra gli altri, quelli di Gian Valerio Sanna all’Urbanistica, Carlo Mannoni ai Lavori pubblici, Maria Antonietta Mongiu alla Cultura. Oltre a Lilli Pruna e Luciano Uras (Sel), il professore universitario di Economia nella facoltà cagliaritana di Scienze politiche Raffaele Paci. “Bisogna ancora decidere tutto, ho grande stima del mondo accademico”, termina Pigliaru . Accanto a lui, Silvio Lai è sibillino: “Nessuna pressione” nei confronti di Pigliaru per i nomi della Giunta, e la Barracciu è “una risorsa del Pd sardo”.