Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Dodicenni nude sul web

Fonte: L'Unione Sarda
22 novembre 2013


Le foto e i video hard delle ragazzine sono finiti su Facebook e WhatsApp
 

Quattro casi in pochi giorni, indagini della Polpost
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Dodicenni nude, in pose sexy davanti all'obiettivo della fotocamera del proprio cellulare. Oppure protagoniste, sole e riprese dalla telecamera del cellulare, di video con scene inequivocabili. Un momento di incosciente auto esibizionismo si trasforma in errore enorme, forse irrimediabile: inviare foto e video a luci rosse all'amica del cuore o al “fidanzatino” di turno. Il passaggio successivo è il tam tam su Facebook e WhatsApp. In migliaia, la maggior parte minorenni, osservano le foto e fanno scorrere le immagini del “filmino”. La vita e la reputazione di ragazzine ancora bambine rovinate probabilmente per sempre.
LE INCHIESTE Sono quattro le inchieste avviate in appena dieci giorni dalla Polizia postale di Cagliari per altrettanti casi che riguardano dodicenni e tredicenni residenti in città e nell'hinterland. Si cerca di capire se ci possa essere anche l'azione criminale di qualche maggiorenne. Foto e video hard hanno fatto il giro dei social network, approdando nei profili di compagni di classe, amici e sconosciuti del Cagliaritano. Gli “invii” con l'applicazione per spedire messaggi gratis con un telefono cellulare non si contano. Il fiume del pettegolezzo e della morbosità ha rotto gli argini. Impossibile tornare indietro. Quando i genitori si accorgono di quanto sta accadendo alle loro figlie, è oramai tardi. Scatta la denuncia.
NESSUN COMMENTO Bocche cucite tra gli investigatori informatici della Polposta. Le indagini sui quattro casi denunciati sono delicatissime. C'è di mezzo la vita di dodicenni. «L'unica cosa che possiamo dire», spiega l'ispettore capo Roberto Manca, «è che chi detiene foto, immagini o video di questo tipo ha un solo destino: essere incriminato per detenzione di materiale pedopornografico». Non solo i maggiorenni. Dai tredici anni in su tutti possono rispondere del reato. Inutile pensare di nascondersi dietro le motivazioni «ho tenuto questo materiale per studio», oppure «ho conservato foto e video per lavoro»: anche se fosse vero, non si potrebbe comunque sfuggire all'accusa di pedopornografia.
I GENITORI Quattro indagini, secondo le pochissime informazioni che filtrano dagli investigatori, molto simili. Sono stati i genitori delle ragazzine a presentarsi dagli agenti della Polizia postale di Cagliari dopo la terribile scoperta: foto e video a luci rosse delle loro figlie spopolavano su Facebook. Autoscatti e auto-riprese inviate al ragazzino di turno o all'amica, forse per mettersi in mostra senza pensare alle terribili conseguenze. Un colpo durissimo per le dodicenni, residenti a Cagliari e in tre paesi dell'hinterland. E per i loro genitori che probabilmente si sono scoperti figure assenti nella vita delle loro figlie.
Matteo Vercelli