Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Zedda forse cerca guai»

Fonte: L'Unione Sarda
15 novembre 2013

CAOS LIRICO. Dopo la sentenza Crivellenti i lavoratori temono tagli ai fondi

 

L'avvocato Pubusa attacca, il sindaco non replica




Sei giorni fa chiese le dimissioni del sindaco, perché il caso Crivellenti avrebbe certificato che «risponde a centri decisionali non democratici». Del resto Andrea Pubusa, professore di diritto amministrativo e avvocato di Mauro Meli e Angela Spocci (protagonisti del ricorso-terremoto) non è uno che le manda a dire.
L'ATTACCO Ieri sul suo blog “Democrazia oggi” è arrivato addirittura a preconizzare guai seri: «Te la stai cercando, si dice dalle mie parti, che poi sono anche le tue. Sei sotto inchiesta per abuso d'ufficio, e cioè per aver favorito una persona in danno di altre, nell'esercizio delle tue funzioni ed ora insisti, facendo anche l'arrogante!», è scritto nell'intervento firmato “Amsicora”. Il riferimento è al silenzio di Zedda martedì scorso in Consiglio comunale, quando rispose alle interrogazioni - di Giuseppe Farris e Gianni Chessa - con un «non ho ancora letto le sentenze». Ecco, questo atteggiamento viene stigmatizzato sul blog diretto da Pubusa: «Non voglio spaventarti, del resto non è questo il caso, ma ricordati che la reiterazione nel reato è una delle cause che giustificano la carcerazione preventiva».
IL SILENZIO DI ZEDDA Frasi durissime e precise a cui Zedda non ha voluto replicare. Né ha voluto aggiungere qualcosa alle poche parole dette sulle sentenze che hanno stravolto la storia recente del Lirico. Nell'intervento di “Amsicora” viene attaccato anche il suo riferimento al «funzionario di fatto», istituto che come ha detto il sindaco in aula metterebbe al sicuro gli stipendi fin qui percepiti da Marcella Crivellenti. Proprio questo dettaglio rischierebbe di ritorcersi contro Zedda: «La Procura della Corte dei conti potrebbe chiedertene conto, data l'illegittimità della nomina». Intanto i consiglieri d'amministrazione del Lirico hanno chiesto una riunione d'urgenza per affrontare il problema.
FONDI A RISCHIO? I sindacati stanno alla finestra: «Credo che qualcuno abbia illustrato al sindaco la sentenza», dice Annalisa Pittiu della Cisl, «ma forse non sa cosa fare. Noi abbiamo chiesto al sindaco un incontro per otto volte, ma non ci ha mai risposto. Così però rischiamo una morte lenta». Anche perché, è notizia di ieri, i finanziamenti in arrivo dalla Regione sono a rischio: «Dovrebbe arrivare solo un milione e seicentomila euro», spiega Pittiu. «Invece ci devono 3,5 milioni di contributo ordinario e stiamo ancora aspettando la prima tranche del prestito che dovrebbe ammontare in totale a 8 milioni».
I SINDACATI Massimiliano Cecalotti, sindacalista dell'Usb, a poche ore dal blitz della Guardia di finanza, aveva puntato il dito sulla «triangolazione tra il presidente della Fondazione Massimo Zedda, il direttore generale del Ministero Salvo Nastasi e il soprintendente Marcella Crivellenti. Credo che ormai siamo vicini a capire i motivi di tanta ostinazione nella difesa della scelta di quest'ultima alla guida del teatro».
Michele Ruffi


L'inchiesta

Atti e documenti
al vaglio
della Procura

Gli ultimi documenti prelevati dagli uomini della Guardia di Finanza negli uffici del Teatro Lirico, ma anche quelli acquisiti al Ministero sono già all'esame degli investigatori coordinati dal pm Giangiacomo Pilia.
L'inchiesta della Procura sulla nomina del soprintendente Marcella Crivellenti non sembra ancora destinata a chiudersi, almeno non entro novembre. Al momento l'unico indagato resta il sindaco Massimo Zedda: il magistrato starebbe accertando se la delibera del Cda, annullata dal Tar Sardegna con due sentenze, sia stata viziata da presunti falsi e abusi d'ufficio. L'interrogativo da sciogliere sembra essere legato al comportamento, almeno in apparenza contraddittorio, dello stesso primo cittadino: prima avrebbe scelto la strada della trasparenza, con un bando pubblico per consentire ai candidati di presentare i curriculum, per poi indicare egli stesso il nome al Cda, tanto che il Tar l'ha bocciato definendolo «una sorta di nomina del presidente». (fr.pi.)