Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Colori e fantasia contro il degrado

Fonte: La Nuova Sardegna
2 luglio 2013

QUALITÀ DELLA VITA»LA SCOMMESSA

 
Positivo bilancio di un anno di interventi sociali del Comune per coinvolgere i giovani dei quartieri periferici 
 
 
 
 
 
 



di Stefano Ambu

CAGLIARI Palazzoni grigi e panchine nere che cambiano colore e vengono riempiti di disegni con le bombolette spray. Niente multe, tutto autorizzato: anzi il "mandante" è proprio il Comune. Writers e murales, partite, laboratori e gita a Tiscali: oltre trecentocinquanta ragazzi, soprattutto tra i quattordici e i ventuno anni, di San Michele e Sant'Elia coinvolti nelle attività. Colore per uscire dal degrado e avvicinare la periferia a via Roma o via Dante. È il primo bilancio a un anno dal via a Educativa di strada, progetto promosso dall'assessorato alle Politiche sociali con le cooperative Promozione sociale e Passaparola. L'obiettivo: strappare i ragazzi dalla noia delle ore in piazzetta a parlare forse di nulla e a non fare niente. E provare a spiegare che il destino non è segnato e si può cambiare e costruire. «Il colore – ha sottolineato l'assessore alle Politiche sociali Susanna Orrù – è stato il cuore pulsante dell'iniziativa. Attività importanti non solo in se stesse con il coinvolgimento di ragazzi che stanno in strada perché non hanno nient'altro da fare, ma anche come punto di raccordo con altre associazioni o servizi del comune: spontaneamente sono stati gli stessi giovani partecipanti a chiedere magari informazioni sui consultori, sui Serd o su che cosa si deve fare per mettere su un'impresa».

Nessuna segnalazione o schedatura, per carità: ai partecipanti non veniva chiesta la carta di identità per sapere nome e data di nascita. «Siamo entrati in punta di piedi – ha spiegato uno degli operatori impegnati nelle attività di coinvolgimento – ma piano piano abbiamo conquistato la fiducia dei quartiere. All'inizio ci prendevano per carabinieri in borghese e ci guardavano con sospetto. Ma poi, con il lavoro giorno dopo giorno, è cambiato davvero tutto». Regole flessibili: il progetto, costo 50mila euro, previsto dalla legge nazionale per attività innovative rivolte ai minori, era rivolto a una fascia d'età ben precisa. Ma quando arrivavano i fratellini più piccoli o quelli più grandi (o magari come è successo, anche mamme, papá e nonni) nessuno li ha mandati via. «Cifre – ha detto il presidente della commissione attività produttive Fabrizio Rodin – ben spese perché un euro impiegato con la prevenzione consente di evitare costi successivi, anche sei-sette volte superiori». A Sant'Elia alla fine le iniziative hanno coinvolto 280 persone. Mentre a San Michele si contavano ogni giorno quaranta partecipanti nelle varie piazze, con uno zoccolo duro di settanta ragazzi sempre presenti. A Sant'Elia tra i palazzi Bodano e Gariazzo c'è stata la festa con la manifestazione "Intreulo a colori...sporchiamoci le mani": i muri degli edifici sono stati colorati e decorati con opere di street art. A San Michele invece sono state dipinte, da piazza padre Abbo a piazza Is Maglias, sette panchine, luogo di incontro del quartiere. E si va avanti: progetto promosso, perchè raggiunge un duplice obiettivo: rendere meno tristi i luoghi periferici della città e impegnare i giovani residenti dei quartieri periferici in attività socialmente utili. È una pratica che ha avuto successo in tutte le grandi città occidentali. Era ora che venisse applicata anche in Sardegna.