Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Solo poche donne occupate e tante sono precarie

Fonte: Sardegna Quotidiano
2 luglio 2013

LAVORO

 

In Sardegna le donne che non lavorano in modo stabile sono il 77 per cento. E nella galassia dei lavoratori precari le quote rosa superano il cinquanta per cento. Sono i dati poco confortanti emersi durante l’assem - blea regionale delle donne organizzata dalla Cgil. Più che la passione per i fornelli pesano le difficoltà di inserimento delle donne nel mondo del lavoro e nella politica. «I dati ci dicono che la donna è discriminata rispetto all’uomo. Le statistiche sono impietose: tra gli occupati in modo stabile solo il 23 per cento è donna, tra i precari la percentuale sale al 54 per cento - ha spiegato Marinora Di Biase, segretaria regionale della Cgil - il tasso di fecondità pone l’Isola in fondo alla classifica nazionale e per quanto riguarda la rappresentanza è arrivata la bocciatura sulla doppia preferenza di genere, un atto di sopraffazione politica». Tante le donne che sono riuscite a conquistare un posto nella società presenti ieri all’hotel Mediterraneo per partecipare ai lavori dell’assemblea presieduta da Giannarita Mele, presidente del direttivo Cgil. Al suo fianco c’era - no Vera Lamonica, della segretaria nazionale, i leader sardi di Cgil e Cisl, Oriana Putzolu e Michele Carrus, l’europarlamentare Pd Francesca Barracciu, Flavia Franconi, docente di Farmacologia all’Università di Sassari, Virginia Mura, direttore dell’Ufficio regionale del Lavoro e Paola Piras, docente di Diritto amministrativo all’Università di Cagliari e vice sindaco del capoluogo. «Le donne sono una risorsa per uscire dalla crisi, ma lavorano poco in Italia e nel Sud ancora meno - ha sottolineato La Monica - per invertire la tendenza servono politiche sul lavoro, investimenti nei servizi pubblici. Si fa ancora fatica ad affermare una pratica di H democrazia paritaria sostanziale».