Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Via dei Valenzani, arriva il nullaosta

Fonte: L'Unione Sarda
27 novembre 2008

Ma si dovrà attendere ancora il via libera del Consiglio comunale: i lavori tra 18 mesi

La coop Cento potrà realizzare l'insediamento residenziale

Arriva il nullaosta regionale per il progetto della cooperativa Cento da realizzare in via dei Valenzani.
Sbloccata la lottizzazione di Monte Claro. Ieri mattina, con una raccomandata recapitata in Comune dalla Direzione urbanistica, la Regione ha concesso il nullaosta paesaggistico per la realizzazione del nuovo quartiere alle pendici del parco, tra via dei Valenzani, viale Ciusa, l'Asse mediano e via Santa Maria Chiara. Un intero rione residenziale progettato in un'area di completamento acquistata dalla Cooperativa Cento e già sbloccato dal Consiglio comunale quasi tre anni fa. Un insediamento da 41 mila metri cubi di villette e palazzi, con anche abitazioni di edilizia agevolata, rimasto al palo in questi anni a causa di vari vincoli paesaggistici e di un lungo braccio di ferro con la Regione.
LO SBLOCCO Dopo una lungo periodo di stallo e tensioni, con la cooperativa che nel settembre dello scorso anno aveva paventato il rischio di un fallimento a causa degli elevanti interessi passivi che continuava a pagare alle banche, la lottizzazione sembra essere stata sbloccata grazie a due mosse: la prima arrivata nel gennaio scorso con l'approvazione di una delibera di Giunta regionale che ha eliminato la necessità di una procedura d'intesa per quel tipo di aree, l'altra più recente grazie alla parte privata che ha “congelato” la parte del progetto che ricadeva in aree vincolate.
VINCOLI Tre gli intoppi che, ormai da più di due anni, bloccavano la lottizzazione della Cento. In primo luogo, la necessità di mettere d'accordo tutti gli enti pubblici che rilasciavano le autorizzazioni, a iniziare dalla Regione, attraverso un'intesa concordata, norma che pareva obbligatoria nel piano paesaggistico per le aree classificati “IC”, zone di completamento con all'interno anche porzioni di servizi generali “G”, esattamente com'è quella di via dei Valenzani. «Siamo sempre stati convinti che l'intesa non dovesse essere fatta», dice Valentino Rocchi, presidente della cooperativa, «lo scorso gennaio, una delibera di precisazione della Giunta regionale ha stabilito che le zone “IC” venissero paragonate a quelle “C” di completamento, già lottizzabili senza necessità d'intesa come previsto dallo stesso Ppr».
ALTRI INTOPPI Fugata l'incertezza, a fine luglio il tavolo tecnico convocato in Regione e aperto anche a Soprintendenza, Comune e Provincia ha sancito che l'intesa non era dunque necessaria. Ma c'erano anche altri intoppi: i vincoli paesaggistici che gravano nell'area di Monte Claro. Impossibile costruire in prossimità della cascina Vinalcol (il rudere dell'ex stazione delle poste di via dei Valenzani), identificata dal Ppr come bene paesaggistico di interesse storico e protetto da una fascia di rispetto che lo circonda. «Per superare questo vincolo», prosegue Rocchi, «per il momento abbiamo congelato circa cinquemila metri cubi di villette che ricadevano nella fascia dei cento metri. Quella parte del progetto, dunque, per il momento non verrà portata a termine». L'ultimo ostacolo da superare, infine, è stato un altro vincolo paesaggistico, questa volta non introdotto dalla Regione, bensì vecchio di quasi mezzo secolo. Una norma per proteggere il «diritto al belvedere» che non riguardava espressamente il colle di Monte Claro, ma quello vicino di San Michele. In estrema sintesi: la lottizzazione della cooperativa Cento non avrebbe dovuto intaccare il panorama visibile dal castello che si trova in cima all'altro colle.
IL NULLAOSTA E ieri mattina, inviata dalla direzione regionale dell'Urbanistica e dalla vigilanza del territorio, è arrivata la raccomandata contenente il nullaosta sui vincoli visivi. «Siamo felici per questa soluzione», chiarisce il presidente della cooperativa, informato nella tarda mattinata di ieri del via libera regionale: «Sta di fatto, comunque, che questi due anni di attesa ci sono costati, a conti fatti, circa due milioni di euro di interessi passivi alle banche». Sebbene determinante, il nullaosta di ieri non significa che nelle prossime settimane si vedranno le ruspe scavare le fondamenta del nuovo quartiere, ospitato in un'area di sei ettari e mezzo (costata poco meno di 10 milioni di euro). «Ora», conclude Rocchi, «il piano deve essere adottato dal Consiglio comunale che, circa tre anni fa, aveva già espresso un parere favorevole preventivo. E siccome non è passata la nuova legge urbanistica regionale che snelliva la procedura, consentendo l'adozione direttamente con una delibera di Giunta, gli atti dovranno tornare in Regione e poi in seconda lettura al Consiglio comunale. Questo significa almeno un anno e mezzo di ulteriore attesa, solo per questo semplice iter burocratico».
I NUMERI Congelati i cinquemila metri cubi di villette previsti nella fascia di rispetto attorno all'ex “stazione di posta”, restano circa 35 mila metri cubi di volumetria residenziale. In precedenza, il piano aveva ottenuto un aumento del 30 per cento dei volumi in cambio dell'impegno a cedere 32 alloggi da riservare ai senza tetto.
FRANCESCO PINNA

27/11/2008