Rassegna Stampa

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No del Comune all'apertura di ospedali psichiatrici giudiziari a Cagliari

Fonte: web Castedduonline.it
5 giugno 2013

    Accolta la proposta di Rodin

di
Maurizio Bistrusso

Martedì 04 Giugno 2013 | 19:35

Oggi il Consiglio Comunale ha approvato un Ordine del Giorno contro l'ipotesi di apertura di Ospedali Psichiatrici Giudiziari a Cagliari, indicando nei percorsi individualizzati la strategia adeguata, su proposta del presidente dellacommissione Politiche Sociali Fabrizio Rodin.

Il punto di partenza rimane il risultato della cosiddetta “Commissione Marino”, che nel corso del 2011 ha svolto un approfondito lavoro di indagine sullo stato dei 6 OPG in Italia. Quel lavoro ha indicato con la necessaria crudezza – sostanziata in alcuni documenti video che hanno avuto una notevole diffusione – quale fosse la miserabile condizione di vita delle persone rinchiuse in questi istituti. In alcuni casi ai parlamentari che varcavano le soglie degli OPG è sembrato di fare un salto indietro nel tempo, un salto di 100, 150 anni, quando la situazione dei malati psichiatrici era in tutto e per tutto accomunata a quella dei detenuti.
Non a caso spesso si è usata l'espressione di “ergastolo bianco” per i reclusi degli OPG. Bianco perché non dichiarato, bianco perché non viene mai definito il “fine pena”, dato che lo stato di detenzione poteva e può a tutt'oggi essere prorogato per molti anni.

I lavori della Commissione parlamentare – chiusi con un documento approvato all'unanimità, ricordiamolo – hanno portato all'approvazione della L 9\ 2012 (febbraio) che prevedeva la chiusura degli OPG entro marzo 2013.

A immediato ridosso della scadenza di legge le Regioni hanno chiesto una proroga di un anno, perché pochissime erano quelle che avevano predisposto strutture o soluzioni alternative per gli internati.
Noi possiamo quindi in questo momento solo sperare che la proroga diventi una ulteriore occasione per individuare nuovi percorsi di cura.

In direzione diversa da questa speranza sta però il fatto che la stragrande maggioranza delle Regioni non ha richiesto i finanziamenti speciali e aggiuntivi (38 milioni nel 2012 e 55 milioni dal 2013) che la legge 9/2012 dispone per assicurare l’assistenza alternativa all’Opg per assicurare i progetti terapeutico riabilitativi individuali, dimettere gli internati e per prevenire i nuovi internamenti. Questo elemento indica un rischio, che dai “grandi OPG” si passi alla costruzione di “piccoli OPG”, dove comunque preverranno le funzioni di detenzione su quelle di cura, contraddicendo in questo modo lo spirito della legge.

Per evitare l’internamento bisogna che i servizi nel territorio siano attivi.
La presa in carico da parte dei servizi territoriali con progetti di riabilitazione individuale è decisiva per rimuovere anche la “pericolosità sociale”, perché è dimostrabile che, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, i percorsi individualizzati ottengono più facilmente dell'internamento il raggiungimento dell'obbiettivo del reinserimento sociale, e lo fanno a minor costo, rispondendo quindi in questo modo ai criteri di efficacia e di efficienza. Questo è quello che emerge dall'osservazione dei fatti e dall'analisi della casistica, come è emerso anche nell'incontro pubblico organizzato dalla Commissione a luglio 2012.

"Il Consiglio Comunale di Cagliari ha dato un segnale forte in questa direzione- dice il gruppo di Sel- anche perchè nei mesi passati, i nostri servizi sociali sono stati in grado di dare risposte concrete in termine di definizione di questi percorsi e hanno ridotto al minimo storico il numero dei nostri concittadini internati in queste strutture".