Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Provincia Spese per cause perse sul referendum

Fonte: Sardegna Quotidiano
1 marzo 2013

 

«Paga la gente» IL CASO Pronta una delibera consiliare che stanzia oltre 24mila euro: soldi dovuti per onorare una sentenza che ha dato torto all’ente contro i promotori della consultazione popolare n Una smentita che smentisce a metà e 24.141 euro, soldi pubblici, che potrebbero uscire dalle casse della Provincia per pagare una sconfitta in tribunale. E non in una causa qualunque, ma quella intentata, e persa, contro coloro che le Province le volevano cancellare. In breve, la cronistoria: i referendari propongono l’abolizione degli enti, che ribattono sostenendo l’illegittimità dei quesiti e si rivolgono a un giudice, che la primavera scorsa (il 4 maggio) dà loro torto. La procedura seguita, è il verdetto del tribunale, è giusta. A novembre in viale Ciusa arriva la notifica: ci sono da pagare le spese legali. E gli uffici si mettono al lavoro. Il risultato? La proposta di deliberazione del consiglio provinciale numero 001130208 0001, forse non ancora depositata dal dirigente Abramo Garau, che prevede una variazione di bilancio da 24141 euro, esattamente l’ammonta - re dei soldi chiesti con le sentenze. La denuncia arriva dal Centro studi dei Riformatori, coordinato da Antonello Gregorini. Il titolo del comunicato è eloquente: «La Provincia spende i soldi dei cittadini per difendersi... dai cittadini». Ossia da coloro che col voto al referendum ne avevano chiesto l’abolizione. In allegato, oltre a un appello alla Corte dei Conti, affinché prenda in mano la vicenda, c’è un estratto della sentenza e una parte del testo della delibera con cui si stanziano i fondi, che dovrebbe arrivare all’attenzione dell’assemblea di palazzo Viceregio. La replica, poche ore dopo, arriva dal presidente del consiglio provinciale, Roberto Pili: «In riferimento alle accuse dei Riformatori sul reclamo promosso in merito al referendum», dice, «informo che, a oggi, il consiglio provinciale non ha riconosciuto alcun debito fuori bilancio per spese legali riferite a quel ricorso». Ed è quel “a oggi” che fa la differenza. La “smentita”sembra più sui tempi che sulla sostanza. Il documentoè stato preparato, anche se non è stato ancora votato. C’è riportato l’ammontare delle somme da destinare a tutte le controparti del procedimento perso in tribunale: 6.688,82 euro alla Regione, 5.688,8 euro alla componente del comitato referendario Mara Lai, 5.881,88 al rappresentante de La Base (anche lui nel comitato) Efisio Arbau e altrettanti in favore di Pierpaolo Vargiu. Quest ’ultimo neodeputato con la Lista Monti, consigliere regionale da varie legislature, ex capogruppo dei Riformatori, ma nonostante questo promotore dei referendum cosiddetti “anticasta”. E la proposta di delibera prevede anche “la necessità e l’urgenza di provvedere al riconoscimento della legittimità del predetto debito fuori bilancio”. E il presidente Pili aggiunge, infatti: «Al momento opportuno, se arriverà il debito fuori bilancio, ci comporteremo nel modo dovuto e, nel rispetto delle norme, lo invieremo alla Corte dei Conti, come abbiamo sempre fatto. Sarà quest'organo a stabilire se ci sono o meno responsabilità. Siamo anche noi interessati come i Riformatori –conclude - affinché nel rispetto de ruoli si possa arrivare a un disegno di legge che sia veramente in grado di riordinare il sistema degli enti locali». La polemica sull’esito dei referendum continua, anche dopo che il consiglio regionale ha concesso respiro alle Province fino a giugno.

E. F.