Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Emerson, stop al Comune

Fonte: L'Unione Sarda
11 gennaio 2013


POETTO. Ordinanza-lampo dei giudici contro la revoca della concessione demaniale

Il Tar blocca la chiusura del chiosco: atipica e ingiusta

Parole felpate, ma chiare: «Il ricorso appare destinato all'accoglimento nella parte in cui deduce la violazione del principio di tipicità del provvedimento amministrativo, e quindi del principio di legalità, nonchè l'eccesso di potere per irragionevolezza e ingiustizia manifesta». Firmato il presidente Aldo Ravalli, Giorgio Manca consigliere estensore, Gianluca Rovelli, il 9 gennaio 2013 in camera di consiglio del Tar. Dietro il linguaggio ufficiale dei giudici amministrativi, la sostanza è questa: il Comune che a fine dicembre aveva tolto la concessione demaniale all'Emerson ha firmato un provvedimento atipico, abnorne e ingiusto. In italiano corrente: un atto di prepotenza.
UDIENZA Il Tar l'ha sospeso (nel merito si pronuncerà a ottobre) accogliendo il ricorso dei legali dello studio Vignolo. Nel frattempo il chiosco, ancora in piedi assieme all'Iguana, può restare aperto.
Con un'altra mannaia sul collo però. Trovata sbarrata una strada, adesso il Comune ne ha imboccata un'altra: vuole revocare la concessione edilizia vecchia di sette anni. Ha già annunciato un «avvio di procedura» e anche su questo fronte a fine mese il Tribunale amministrativo dovrà dire la sua. Ultimo capitolo di una storia infinita, scandita da ordinanze e ultimatum di sbaraccare. Compresa una serie di esposti partiti da concorrenti poi sfociati nell'inchiesta penale su abusi edilizi.
LICENZA L'Emerson viene realizzato nel 2006, ultimo nato tra i venti chioschetti del Poetto. Il Comune gli concede una licenza edilizia sulla base di un regolamento della spiaggia a quell'epoca in vigore. Tre anni dopo il titolare chiede al Comune «un accertamento di conformità», vale a dire una mini-sanatoria per le vetrate anti-maestrale e l'utilizzo degli ombrelloni. L'istanza viene negata, Murgia si rivolge al Tar che ordina al Comune di «riesaminare la domanda e di assumere una decisione basata su motivazioni esaustive di fatto e giuridiche». Era il 29 marzo 2010. A dicembre la Soprindendenza rilascia il nulla osta paesaggistico ritenendo che i paraventi «non hanno alterato negativamente le caratteristiche dei luoghi».
LA FIRMA Secondo atto: il Comune non esamina la pratica e taglia la testa al toro annullando alla radice la concessione edilizia. Scontato il ricorso al Tar che annulla la revoca per un vizio formale sulla firma (il dirigente era stato trasferito). Il Comune però alla vigilia dell'udienza di merito ritira il provvedimento (non rischia la sconfitta e le spese). La licenza edilizia resta in vigore, l'estate è salva. Ma nel novembre 2011 intima la chiusura perchè la stagione balneare è finita. Anche in questo caso il Tar accoglie il ricorso d'urgenza dell'Emerson.
VETRATE Finito? Macchè. Maggio 2012: gli uffici di via Roma comunicano l'avvio di un «procedimento di decadenza della concessione demaniale» giustificato dalle vetrate abusive. Stavolta non si va al Tar: il titolare presenta alcune memorie difensive e l'amministrazione archivia la procedura. Nel frattempo però i frangivento e gli ombrelloni costano un'incriminazione per abuso edilizio. Murgia finisce alla sbarra assieme ad altri titolari dei baretti (il processo penale è in corso con 18 imputati).
Dicembre 2012: il Comune ritorna alla carica. Ordina la smobilitazione a tutti i baretti (autorizzati a tempo) mentre all'Emerson che beneficia di una licenza edilizia viene anticipata la fine della concessione demaniale che sarebbe dovuta scadere nel 2015. Deve chiudere dal 1 gennaio. Il provvedimento è del 28 dicembre, il giorno dopo parte il ricorso: il Tar sospende per decreto il provvedimento e ieri conferma il verdetto in udienza. Intanto spunta l' avvio dell'annullamento della concessione edilizia (definita dopo sette anni «illegittima»). La ruota riprende a girare. Ps: d'inverno l'Emerson stipendia 10 dipendenti, d'estate arriva a trenta.
Antonio Martis


BARETTI. Incarico a un legale
«Non cerchiamo
lo scontro,
vogliamo certezze»

«Non cerchiamo lo scontro col Comune, anzi ringraziamo per l'attenzione, ma dovete capirci: se smontiamo nessuno ci ha dato certezze su come e quando riprendere a lavorare». Voci dai baretti, parlano i titolari riuniti quasi tutti i giorni per vedere cosa si può fare nella spiaggia orfana di servizi dopo la chiusura dei chioschetti. In tredici su 20 si sono rivolti all'avvocato Stefano Ballero chiedendogli di rappresentarli non solo sul fronte della carta bollata.
C'è stata maretta con Sergio Mascia, presidente del consorzio Poetto Service che godeva fino a poco tempo dell'adesione di nove titolari (ora ridotti a sette). Pur restando nel consorzio altri quattro concessionari si sono rivolti allo stesso legale incaricato dagli altri. Una scelta che Mascia non ha gradito e in segno di protesta ha annunciato le dimissioni da presidente del Consorzio che in tutti questi anni ha di fatto ricoperto l'incarico di portavoce degli assegnatari.
I gestori dei chioschi non sono mai stati un fronte unito. Solo ora si sono ritrovati, accomunati dalla decisione del Municipio di far chiudere le strutture che avevano montato nuove di zecca. «La nostra collaborazione con le istituzioni è la più ampia possibile - fanno sapere - per arrivare a una risoluzione nell'interesse di tutti».
Pronti al dialogo, ma la strada dello smontaggio delle strutture messe in piedi prima dell'estate secondo il volere del Comune è considerata una jattura. «Ribadiamo la illogicità di questa procedura, dover smontare e rimontare comporta costi eccessivi in bilanci aziendali già appesantiti dagli incassi di una stagione rovinata da una serie di eventi». Non ultima la chiusura di ampi tratti dell'arenile per la bonifica dell'amianto ritrovato sotto la sabbia. «Speriamo che la prossima estate sia meno problematica. Per questo motivo rivolgiamo un appello accorato alla sensibilità di tutte gli enti interessati. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche per quanto riguarda il Pul. Facciamo un plauso nei confronti dell'amministrazione che l'ha finalmente adottato e ci ripromettiamo di fare sentire le nostre osservazioni». Intanto una novità sull'arenile: è stato dissequestrato l'Oasicaffè, l'unico dei vecchi chioschi che non era stato smontato. (a.m.)