Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Un botta e risposta sulle case ai rom

Fonte: La Nuova Sardegna
5 luglio 2012

SAN SPERATE






SAN SPERATE Previsto e prevedibile. Il “caso rom” si sta portando dietro una inevitabile fase di botta e risposta: «Troppo facile fare demagogia. San Sperate da sempre è stato avanti nella cultura nell'accoglienza, nella solidarietà e nell'attenzione al sociale. La colpa della situazione esplosiva non è certo nostra, ma di chi ha cercato di imporci le proprie decisioni senza prima coinvolgerci. Il Comune di Cagliari ha partorito un progetto che con queste premesse non può che essere fallimentare». Il sindaco, Enrico Collu, spazza via le accuse di razzismo dopo l'arrivo di oltre quarantina di rom – che si sono insediati in tre siti localizzati all'ingresso della via Cagliari, via Pio La Torre e via Sant'Elena – che ha provocato la rivolta degli abitanti. Ancora non si spengono gli echi dell'infuocata assemblea di lunedì mattina: «La verità è che siamo stati calpestati e offesi nella nostra dignità. Il primo cittadino del capoluogo Massimo Zedda, non riuscendo a risolvere la questione, ha scaricato sul nostro paese un problema annoso. Evidentemente si pensa che in Sardegna si possano mettere i piedi in testa a chiunque senza l'osservanza delle regole di buonsenso. Cagliari avrebbe dovuto affrontare diversamente la vicenda, invece ha scaraventato la patata bollente in altre realtà dell'hinterland. Assurdo. Non accettiamo certo lezioni di moralismo». Ma da da Antonello Pabis, responsabile dell'Associazione sarda contro l'emarginazione, arriva una ferma condanna ai volantini di stampo razzista circolanti in paese, che alimentano una pericolosa deriva: «È necessario un processo di integrazione delle etnie rom». Determinata la presidente della Commissione pari opportunità di Cagliari, Marisa Depau: «Manifestiamo la solidarietà ai rom che hanno lasciato il campo sulla 554 e denunciamo ogni atto discriminatorio da parte delle amministrazioni comunali sul cui territorio dette famiglie stanno trovando nuovo domicilio». Ma a occuparsi della loro sistemazione di un sito alternativo potrebbe essere presto la Provincia: «Ci stiamo adoperando – sottolineano in una nota congiunta il presidente Angela Quaquero e il consigliere del territorio Modesto Fenu – perché sin dai prossimi giorni si apra un tavolo tra i sindaci di Cagliari, Quartu, San Sperate e Selargius volto a trovare una soluzione per un nuovo insediamento dei rom nell'area vasta». (l.p.)