Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Il campo non esiste più area presidiata contro i blitz

Fonte: Sardegna Quotidiano
3 luglio 2012

Rom

 

NOMADI L’ordinanza è stata rispettata e tutti gli ospiti sono stati trasferiti. Tonnellate di immondizia nel terreno

Il campo nomadi non esiste più. Desolazione e devastazione fanno da cornice alle montagne di rifiuti ammassati in diciassette anni. Ieri è scaduto l’ultimatum imposto dal Comune dopo la richiesta del Tribunale e dentro il campo non c’è più nessuno dei 157 abitanti. Solo una famiglia è rimasta, ma nel terreno confinante. Una donna, aiutata da una ragazzina, sta spazzando un tratto di terra che separa l’ormai ex campo nomadi da una proprietà privata. «Anni fa sono stata espulsa dal campo e da due anni e mezzo con mio marito e mia figlia abbiamo trovato ospitalità qui - racconta - prima i rifiuti raggiungevano anche questo terreno e noi in cambio dell’ospitalità ci occupavamo di evitarlo e tenere pulita la terra di confine ». Adesso sono rimasti soli. Dei quasi cento bambini che vivevano nel campo «incompatibile con la vita umana», come è stato definito nell’ordinanza del Tribunale, non c’è più traccia. Sono tutti stati trasferiti con i loro genitori nelle case messe a disposizione o recuperate dalla Cartitas.

L’alta percentuale di bambini che vivevano nel campo si percepisce dalla quantità di giochi presenti. Non c’è cumulo di rifiuti dove non ci sia un peluche, un giochino o qualche pezzo di passeggino. Perché dietro quell’immagine da “brutti sporchi e cattivi” che l’opinione pubblica si è fatta dei Rom che vivevano ai margini della città, c’è una moltitudine di bambini. Che sono nati e cresciuti in un posto invivibile. Che così lo è diventato. Nel piazzale davanti all’ingresso ci sono i grandi cumuli di rifiuti bruciati, non è solo lì che venivano accesi i roghi. Nella parte più interna del campo, che si affaccia sulla Statale, ci sono almeno cinque punti dove veniva bruciato di tutto. Di sicuro materiali da ripulire per tirare fuori il rame, ma non solo. Le indagini del Noe dovranno appurare che tipo di rifiuti venisse smaltito in quei piazzali. Perché il campo Rom era da anni il terminale di una rete di smaltimento illecito di rifiuti, un processo che se eseguito a norma di legge comporta costi notevoli. E saranno le indagini a cercare tracce che possano ricondurre a qualche committente. In ogni angolo resti di vecchi computer e televisori. Nella parte esterna è più rappresentato il campo dei motori, con riviste del settore, pneumatici, paraurti e altri resti di auto abbandonati. Da ieri gli operai stanno recintando l’area per il sequestro e il campo è presidiato dai carabinieri, per evitare nuovi blitz e che la discarica venga tenuta in vita. Poi partiranno i lavori di bonifica, che dureranno anni e costeranno almeno due milioni di euro. Marcello Zasso