Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Zedda: «Lavori irregolari spalti smontati senza via libera»

Fonte: Sardegna Quotidiano
3 luglio 2012

 Sant’Elia

 

LE POLEMICHE Nuovo affondo contro Cellino: «Il Cagliari non ha chiesto autorizzazioni per trasferire a Quartu le tribune» Opposizione all’attacco sull’arena concerti: «Brutta e costosa»

Il Cagliari Calcio «continua a non rispettare gli accordi col Comune sul Sant ’Elia». Ad alimentare ancora lo scontro fra il sindaco Massimo Zedda e l’omonimo Cellino è lo smontaggio delle tribune Innocenti dall’impianto: lo scheletro di tubi che hanno fatto da spalti negli ultimi dodici anni, è stata la stessa società ad annunciarlo sul suo sito, è scomparso per essere rimontato nel nuovo impianto quartese di Is Arenas. Il sindaco, nel giorno in cui ritira la tessera onoraria del Cagliari Club del Comune, si dice «sorpreso, per togliere le tribune metalliche dovevano chiederci il permesso. C’è oramai una costante violazione della convenzione stipulata, che per il momento è ancora in vigore. Prevedo un trasloco temporaneo della squadra», aggiunge Zedda, che non vuole sbattare per sempre la porta, «le altre ipotesi di nuovo stadio altrove sono naufragate, spero che il Cagliari torni a giocare presto a casa sua, magari in un Sant’Elia rinnovato». Il sindaco, dal suo ufficio di palazzo Bacaredda, vede positivamente il sopralluogo al Sant ’Elia, venerdì, dei periti Ctu (Consulenti tecnici d’Ufficio) del tribunale.

Lo staff di tecnici dovrà valutare il reale stato della struttura e stimare il suo valore. «Questa perizia esterna eliminerà tutte le polemiche degli ultimi mesi. Il valore stimato dal Comune, 50 milioni di euro, (sempre contestato dalla società rossoblu, )», precisa il primo cittadino, «è dato da più elementi. Le cubature, tutte le pertinenze, i parcheggi esterni, le infrastrutturazioni, il sistema di viabilità. Per stadio va intesa anche tutta l’area intorno, non solo le poltroncine » . E nell’area intorno, entro questa settimana, sarà ultimata l’arena per gli spettacoli. Ieri mattina, una parte della minoranza comunale (Pdl, Udc e Ancora per Cagliari) ha fatto un blitz. Non sono mancati i commenti negativi: «L’amministrazione si occupa più della cultura che della fame di lavoro dei cittadini, questa è una colata di cemento a due passi dal mare, soldi buttati», dice il capogruppo Udc, Gianni Chessa. Anselmo Piras, capogruppo di Ancora per Cagliari, aggiunge che «al Colosseo, un luogo antico e sensibile, ci sono spettacoli ogni settimana. Qui l’Anfiteatro romano l’hanno chiuso perché dicono che le pietre sono sofferenti». Perplesso il Pdl Maurizio Porcelli: «Dalle stelle di viale Fra Ignazio alle stalle di quest ’area. Avevamo chiesto di fare i sopralluoghi alle commissioni Cultura e Lavori pubblici, ce li hanno sempre negati».

E Massimo Zedda risponde prontamente agli attacchi mossi dalla minoranza: «Detto da chi voleva cementificare molte zone, queste parole non stanno né in cielo né in terra. Al Sant’Elia non possono svolgersi grandi eventi, perché non li vuole la società rossoblù. Chi governava un anno fa ha sempre posto la questione di uno spazio per i grandi eventi, ma non ha fatto nulla di concreto », ammonisce Zedda, «un minimo di coerenza non guasterebbe. Sulla nuova arena stiamo coinvolgendo cooperative sociali di Sant’Elia. Abbiamo recuperato le risorse, vincolate e esistenti dal 1999, che il centrodestra stava perdendo. Mi chiedo come mai non se ne siano mai preoccupati». Paolo Rapeanu «Per togliere le tribune metalliche il Cagliari doveva chiederci il permesso. C’è oramai una costante violazione della convenzione stipulata, che per il momento è ancora in vigore. Purtroppo, per il momento, nello stadio non si possono tenere grandi eventi proprio per questo. E l’arena è una soluzione che coinvolge il quartiere » . Massimo Zedda «Al Colosseo, un luogo antico e sensibile, ci sono spettacoli ogni settimana. Qui l’Anfiteatro romano l’hanno chiuso perché dicono che le pietre sono sofferenti » . Anselmo Piras, Ancora per Cagliari