Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Villa Laura, paradiso perduto

Fonte: L'Unione Sarda
3 luglio 2012

L'edificio liberty del primo Nocevento domina sul viale: palme giganti e catacombe
 

Il monumento nascosto e dimenticato di Sant'Avendrace
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Doveva essere l'ingresso del paradiso ambientale prossimo venturo, Tuvixeddu. Per ora è il regno dei topi, dei rampicanti che minacciano le statue, l'umidità nemica di pareti e finestre. Villa Laura, un angolo di storia cittadina perduto: la sua facciata ocra domina viale Sant'Avendrace, ultima villa di campagna superstite a Cagliari. La Regione (Soru presidente) l'aveva acquistata quattro anni fa per un milione e 900 mila euro con l'idea di trasformarla nella porta del parco archeologico. Progetto ambizioso, inchiodato al palo tra polemiche e carta bollata.
OSPITI Una settimana fa l'assessore comunale Luisa Marras ha visitato l'edificio assieme a uno staff di tecnici. Al Comune stanno studiando che farne, ma è presto saperne di più perfino sui costi di un restauro a occhio nudo complicato e oneroso. La Regione, per ora, ha inviato le guardie giurate: custodiscono l'immobile 24 ore su 24, unico presidio contro i frequenti tentativi di sfondamento. Il retro dà sulle pendici del colle di Tuvixeddu, terra di nessuno, popolato da sbandati, senzatetto in eterna caccia di un riparo. Nell'ultimo anno ci sono stati almeno quattro tentativi di insediamento abusivo, sventati dai vigilantes. Custodi di buona volontà che possono fare ben poco contro un'invasione più subdola: pulci e topi ospiti in pianta stabile perfino nel tronco delle due maestose palme che si intravedono oltre il muro in viale Sant'Avendrace.
Chi oltrepassa il cancelletto si trova davanti a un pezzo di Cagliari che non c'è più. Sul lato sinistro del giardino si intravede tra i rovi la sbarra che regge la carrucola del pozzo ricoperto di sterpi. Su quello destro una nicchia costruita con pietre marine con una Madonnina. C'è un secondo giardino, realizzato su un terrazzamento e protetto da un'inferriata: al centro una fontana di marmo. Sul vialetto d'accesso che immette alla scalinata d'ingresso resiste ancora qualche puttino, statuine neoclassiche che nei tempi di massimo splendore ornavano la scenografia del luogo.
RESIDENZA Villa Laura è stata costruita nel 1907 su progetto dell'ingegner Giuseppe Manunza. Era la residenza di campagna di Carlotta Lai, che la intitolò alla figlia Laura. È anche conosciuta come villa Cossu-Murru, dal nome degli ultimi proprietari: il medico Didaco Cossu, pioniere della radiologia a Cagliari e la moglie Laura Murru, insegnante di liceo e allieva di Ludovico Geymonat (matematico e storico della filosofia). Dell'antico splendore restano le ombre lasciate dai quadri e qualche tenda. L'edificio conta tre piani: il primo ospitava da una parte le cucine, dall'altro l'ambulatorio. Il secondo, il piano nobile, si affaccia sulla terrazza con le statue sulla balaustra che si intravede dal viale. Un ultimo piano con i segni evidenti sulle pareti lasciati dagli adolescenti degli ultimi affittuari. Sul retro c'è un'altra costruzione, quella della servitù: un corpo separato, inagibile per il cedimento di una parte della copertura.
Una porticina nella prima rampa di scale apre ai sotterranei scavati nella roccia in epoca punica. Sono stati utilizzati come cantina e come rifugio nell'ultima guerra. Dall'ingresso si dipartono due diramazioni sbarrate dopo una ventina di metri. La voce popolare dice che una finisce nella grotta della Vipera. Si notano le nicchie delle tombe puniche, perfino ossa umane trovate nei vari rimaneggiamenti. Le segrete di Villa Laura sono da scoprire.
Antonio Martis