Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Zedda: «I migranti vanno accolti»

Fonte: La Nuova Sardegna
18 maggio 2012



Quaquero al convegno della Caritas: «Bloccare i flussi di immigrazione sarebbe un autogol»




CAGLIARI Cagliari non è Lampedusa. Ma nel suo piccolo nell'emergenza migranti la sua parte, dall'accoglienza ai tunisini un anno fa in viale Elmas alla sistemazione in alloggi e hotel di centinaia di persone arrivate soprattutto dall'Africa subsahariana, l'ha sempre fatta. E la linea sembra ancora quella, anche al di fuori dell'emergenza. Il sindaco del capoluogo Massimo Zedda ieri, durante la seconda giornata di Migramed, meeting delle Caritas in corso al college universitario Sant'Efisio, ha lanciato un messaggio molto chiaro: «Il ministro dell'Interno Cancellieri ha annunciato la possibilità di chiudere per quest'anno i flussi migratori – ha detto – bisogna essere consapevoli che, nella storia del mondo, nessun provvedimento di legge è mai stato sufficiente per bloccare i movimenti dei popoli in fuga dalla guerra, dalla povertà è dalla fame». Una mano d'aiuto. «Bisogna invece attrezzarsi, anche mentalmente, per accogliere e non per bloccare questi flussi – ha proseguito Zedda – e rafforzare la cooperazione. Oggi che si parla di crisi finanziaria, economia, si deve invece ricordare che la vera ricchezza del Mediterraneo sono gli uomini e donne dei vari Paesi che vi si affacciano, ciascuno nella propria diversità. Questo scambio tra i popoli è anche un'occasione di sviluppo economico e per la nostra città di Cagliari, che di questo mare ha sempre rappresentato un centro di scambi e di migrazioni». Un invito rilanciato anche dalla Provincia di Cagliari: «Credo che bloccare i flussi migratori sic et simpliciter sia un doppio autogol – ha detto la presidente Angela Quaquero- intanto perché se si bloccano i flussi regolari aumentano immediatamente gli irregolari, che all’Italia costano molto di più in termini prevenzione e gestione della cosiddetta “clandestinità”. In secondo luogo, è un autogol perché rimangono comunque scoperte fasce di occupazione che continuano ci risulta a non essere coperte dai cittadini nativi italiani. Mi sembrerebbe molto più utile in questa situazione di crisi lasciare varchi all’immigrazione regolare più larghi quantitativamente,  verificando con maggiore attenzione il progetto lavorativo di  chi entra. Non dimentichiamoci che la crescita e la tenuta delle piccole imprese e in Italia oggi dovuta in altissima percentuale ai cittadini immigrati che paradossalmente stanno producendo pil e cercando occupazione». Dubbi sollevati anche da Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati in Italia (Unhcr) «Preoccupa questa dichiarazione politica del ministro – ha detto – prima di tutto perché le persone migranti si prenderanno comunque i loro rischi per arrivare nel nostro Paese».  La rappresentante dell’Unhcr  ha spiegato che comunque la decisione non riguarderebbe i richiedenti asilo, ma solo i migranti per motivi economici. «In  ogni caso – ha osservato la Boldrini – i flussi a quota zero non sono di certo realistici». (s.a.)