Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Il bunker Milioni di risarcimento finisce l’odissea del palaghiaccio

Fonte: Sardegna Quotidiano
6 marzo 2012

 

IL RISARCIMENTO Dal 1973 un imprenditore aspetta l’inter vento sul bunker militare, ma il Comune non ha mai rispettato il contratto: ora un perito sta valutando quanto dovrà incassare

Costerà milioni di euro l’inefficen - za del Comune. Un commercialista sta valutando l’ingente risarcimento che palazzo Bacaredda sarà costretto a pagare per il palaghiaccio mai nato. Dopo trentotto anni in causa col Comune l’imprenditore Francesco Atzori dovrà essere ripagato per il suo progetto che non è mai andato in porto. E oltre i danni che già sono ingenti vista la lunghezza della causa ad Atzori deve essere riconosciuto anche il mancato guadagno imprenditoriale. La sentenza provvisoria del Tar è arrivata lo scorso ottobre e ha riconosciuto le «gravi colpe del Comune», stabilendo che un perito si sarebbe dovuto occupare della quantificazione del danno. Ora il perito, un commercialista cagliaritano, è all’opera e il tassametro dell’entità del risarcimento gira a folle velocità.

IL PROGETTO DEL 1973 Il progetto innovativo di Francesco Atzori prevedeva la realizzazione di un palazzetto del ghiaccio nel bunker di Monte Mixi e il contratto col Comune fu siglato il 21 dicembre 1973. Atzori viveva all’estero e aveva deciso di tornare nell’Isola con un’iniziativa imprenditoriale originale: una pista di pattinaggio sul ghiaccio a pochi metri dall’Amsicora. La sua idea fu approvata dalla commissione Edilizia e si arrivò alla firma col Comune. Ma da allora il sogno imprenditoriale è diventato un incubo. In Municipio si è alzato un muro e quell’accordo non è mai stato rispettato. Dal 1974 è cominciata la battaglia giudiziaria sul palaghiaccio. Dopo dieci anni di tentativi a vuoto l’imprenditore presentò un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, ma due anni dopo dal Quirinale risposero che la competenza era del giudice ordinario. Passano altri anni di rinvii, slittamenti e momenti definiti dai giudici del Tar di «inerzia pura», in cui il Comune neanche rispondeva ai solleciti di Atzori, fino al 1996. Allora il Comune propose di modificare il progetto e la convenzione, che ormai risaliva a troppo tempo prima. Nel ‘98 Atzori ripresenta il progetto nuovo di zecca e nel luglio del 2000 sigla una convenzione che prevedeva una concessione di 29 anni a partire dal momento in cui entrava in possesso della struttura. Passano solo sei mesi e da via Roma arrivano altri dubbi, con la sospensione dell’esame sui progetti e la prospettiva di cambiare bunker. Nel 2002 arriva la proposta formale di sostare il Palaghiaccio virtuale dal bunker nel cuore di Monte Mixi, che nel frattempo subisce un importante intervento sul tetto che viene trasformato in un giardinetto con piante e panchine, all’altro bunker di via Rolando, vicino ai vigili urbani. Ma la Soprintendenza boccia l’idea e nel 2004 dalla burocrazia si passa alla Magistratura. Nel 2009, però, il Tribunale declina la sua giurisdizione e Atzori alla fine si rivolge al Tar. Lo scorso ottobre il Tribunale di via Sassari non ha potuto fare a meno di constatare la totale inefficenza della pubblica amministrazione, che si porta dietro da quasi quarant’anni questo fardello. Adesso Francesco Atzori sta ottenendo giustizia, una soluzione che metterà fine a questa lunga vicenda e farà sparire una montagna di soldi dalle case comunali. M.Z.

VIA ROMA ANCHE SUL PARCHEGGIO INTERRATO IL COMUNE AFFRONTA LA MAXI RICHIESTA DANNI

Le casse del Municipio sono nel mirino anche dell’impresa che avrebbe dovuto realizzare il parcheggio interrato d via Roma. Gli avvocati che tutelano l’associazione d’imprese che ha avuto il via libera dalla Giunta Floris hanno citato in giudizio il Comune perché non ha mai consegnato i lavori. L’approvazione del progetto esecutivo è stata incassata nel maggio scorso, ma ad agosto la nuova Giunta ha deciso di bloccare tutto. Una sospensione di tutta la pratica perché non c’erano tutti i presupposti per l’avvio del cantiere. Questo ha permesso alla Giunta di bloccare tutto e di indicare il ricorso a un legale per la mediazione con l’impresa. A fine anno il Comune si è affidato a uno studio legale romano per trovare una soluzione ed evitare un maxi risarcimento, ma i tentativi non sembrano essere andati a buon fine e l’impresa ora batte cassa.