Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Una speranza chiamata Giorgio

Fonte: L'Unione Sarda
22 febbraio 2012

ANALISI E COMMENTI.

Che cosa rimane dopo la due giorni sarda del Capo dello Stato
 

Forze politiche concordi: farà rispettare i nostri diritti
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«Sui diritti acquisiti non si tratta». Avant'ieri davanti al Consiglio regionale e ieri durante il suo tour nel Sassarese, Giorgio Napolitano ha affermato esattamente ciò che sostengono le forze politiche sarde quando pongono la questione entrate al primo punto della cosiddetta “vertenza Sardegna”. Una partita da 800 milioni all'anno sulla quale lo Stato ha «fregato» l'Isola non riconoscendole la quota di compartecipazione alle entrate tributarie stabilita dalla legge e nel contempo scaricando sulle casse regionali l'onere della sanità, del trasporto pubblico e dell'istruzione. Insomma, la Sardegna ha rispettato i patti, lo Stato no. Il fatto che il Presidente della Repubblica, primo garante della Costituzione, abbia riconosciuto l'esistenza di un diritto e che intenda farlo rispettare al Governo è certamente il dato più importante a consuntivo della visita del Capo dello Stato in Sardegna, assieme alla sua consapevolezza della gravità della crisi che ha definito «peggiore di quanto pensassi».
 

I SARDI CHIEDONO GIUSTIZIA Non a caso nei commenti delle forze politiche, in primis in quello del presidente della Regione Ugo Cappellacci, non ci sono frasi di circostanza: «Abbiamo preso atto con soddisfazione dell'impegno del presidente Napolitano a sollecitare il Governo e ad essere garante di quella leale collaborazione istituzionale che rappresenta l'unico modo per ottenere risultati concreti in tempi accettabili per la nostra società», ha detto il Governatore. «In questo senso, in un momento in cui riemerge nel Paese una forte domanda di legalità, auspichiamo che il presidente, invocando il rispetto delle leggi vigenti, del nostro Statuto e della Costituzione, sia promotore di quel concetto più ampio e complesso che è la giustizia. Perché la Sardegna e i sardi chiedono giustizia: il rispetto del diritto di ognuno mediante l'attribuzione di ciò che è dovuto secondo la ragione e la legge. In particolare», ha concluso Cappellacci, «chiediamo quella giustizia sociale intesa come fine della politica di garantire l'eguaglianza dei diritti di tutti i cittadini».
 

«DECISIONI IN TEMPI BREVI» Anche il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Mario Diana si è detto soddisfatto: «Ora ci aspettiamo in un tempo ragionevolmente breve decisioni conseguenti da parte del governo Monti. Le sue parole», ha aggiunto, «ci consentono di essere ottimisti per i futuri sviluppi della vertenza: abbiamo avuto la dimostrazione che a Roma non manca chi è disposto a prestare orecchio alle nostre legittime richieste». Che, come ha sottolineato Cappellacci, «vanno dalla questione insularità, al problema delle entrate, dal divario infrastrutturale alle vessazioni di Equitalia sino ai fondi Fas e alla vergogna-Tirrenia».
Anche Antonio Satta (Upc) si augura che «la visita del presidente Napolitano sproni le istituzioni a fare di più per la Sardegna perché l'Isola sta attraversando un preoccupante momento di declino che rischia di non essere frenato se il governo non interviene seriamente».
Nelle file del Pd ad indurre all'ottimismo Mario Bruno e Marco Meloni è il fatto che «in questi anni il presidente Napolitano ha svolto con saggezza ed equilibrio un ruolo essenziale di salvaguardia dell'interesse nazionale e della coesione del Paese pur in una stagione politica, economica e sociale tra le più complesse della nostra storia recente». Bruno è certo che «il presidente è vicino alla Sardegna, ne conosce i problemi e interverrà con determinazione». Per questo il componente della segreteria nazionale dei democratici ringrazia il capo dello Stato e stigmatizza le contestazioni: «Le proteste rivoltegli, oltre ad aver certamente sbagliato destinatario, non hanno rappresentato né i sentimenti di profondo rispetto che i sardi nutrono nei confronti del presidente Napolitano, né le molte ragioni di disagio e sofferenza presenti nella nostra comunità regionale».
 

INVITO ALLA COESIONE Terminata la visita del Capo dello Stato, riprende il cammino della Finanziaria in Consiglio regionale. Oggi in aula di discuterà il disegno di legge che proroga l'esercizio provvisorio del Bilancio. L'assessore competente, Giorgio La Spisa, invita le forze politiche «cogliere l'invito al dialogo giunto dal presidente della Repubblica. Auspichiamo che il ritorno in Aula dove è in discussione la Finanziaria 2012 rappresenti un nuovo inizio per la politica sarda. In un momento di crisi così delicato tutte le forze politiche devono essere protese alla ricerca di obiettivi comuni».
Fabio Manca