Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Io, Antonio e Francesco

Fonte: L'Unione Sarda
22 febbraio 2012

L'inquilino del Quirinale ricorda i due predecessori sassaresi
 

Solo un breve cenno al “nemico” Berlinguer
Dal nostro inviato
SASSARI Al «gioco del Pantheon» non si è sottratto nessuno: neppure Napolitano. Tutti i vertici istituzionali che hanno parlato davanti al capo dello Stato, nei due giorni della sua visita in Sardegna, hanno voluto passare in rassegna i figli illustri dell'Isola. Un elenco che ha compreso sempre la Brigata Sassari, Gramsci, Emilio Lussu, i presidenti Segni e Cossiga: poi ciascuno lo ha personalizzato a suo piacimento. E il presidente della Repubblica, nelle repliche, ha contribuito coi suoi ricordi.
 

NOMI GLORIOSI Ugo Cappellacci, per esempio, ha ricordato Grazia Deledda ma anche - forse la citazione più originale - i martiri di Buggerru, uccisi durante una lotta sindacale da cui scaturì il primo sciopero nazionale. Angela Quaquero, presidente della Provincia di Cagliari, ha aggiunto nomi cari a Napolitano, come Renzo Laconi e Umberto Cardia. Ieri, a Sassari, il sindaco Gianfranco Ganau ha spolverato le medaglie del liceo Azuni, dove studiò tra gli altri anche Palmiro Togliatti. Lo storico Manlio Brigaglia ha svelato che, per un anno, si iscrisse all'ateneo sassarese persino Carlo Azeglio Ciampi.
In fondo il Pantheon non è altro che quella necessità consueta, forse un tantino provinciale ma comprensibile, di ricordare al mondo le glorie di famiglia. E Giorgio Napolitano è stato al gioco, operando una selezione che non è passata inosservata.
 

«IO E FRANCESCO» Sia a Cagliari che a Sassari, per esempio, ha rievocato le sue frequentazioni con Antonio Segni e Francesco Cossiga. «Il primo era presidente del Consiglio quando, nel 1953, arrivai in Parlamento. Nel '58 mi raggiunse alla Camera Cossiga: eravamo i deputati più giovani. Ma sono primati che si cedono volentieri», ha aggiunto il presidente.
Altra citazione piena d'affetto, quella per l'accademico e senatore del Pci Girolamo Sotgiu, spunto colto dalla prolungata lezione di Aldo Accardo sulla Sardegna risorgimentale. È però mancato un ricordo di Enrico Berlinguer, che pure tutti - da Cappellacci a Ganau - hanno menzionato. Giusto a Sassari, parlando dell'università, il presidente della Repubblica ha citato «i Berlinguer e i Siglienti», accomunando l'ex leader del Pci ai fratelli e ad altre personalità. Forse, ricordando le note divergenze politiche col segretario, un nemico della retorica come Napolitano non ha voluto rischiare di apparire come quei politici che, per un applauso in più, si farebbero carico di qualsiasi ruffianeria. (g.m.)