Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Pastori, casalinghe e neocomunisti contro il «Napolitano invasore»

Fonte: L'Unione Sarda
22 febbraio 2012

 

Contestazione blanda, più uomini in divisa che pubblico all'auditorium
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SASSARI C'erano più hostess e uomini in divisa che pubblico nello splendido auditorium che ha richiesto trent'anni di lavori per la sua realizzazione. E fuori, cioè in viale Trento, dietro le transenne, un centinaio di persone ad aspettare l'arrivo del Capo dello Stato. Naturalmente tenute a bada da poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani e financo guardie ecozoofile. Una cosa ha funzionato, in questa mattinata di eccezionale routine: l'apparato di sicurezza. Forze dell'ordine preponderanti come numero rispetto ai cittadini curiosi, sarebbe stato straordinario se fosse accaduto qualcosa.
 

PSEUDO FACINOROSI Non era la giornata giusta, e il clima era quello che era. Così, quando da viale Caprera i fischietti e le “matraccas” hanno annunciato l'arrivo di un qualche “esercito” di facinorosi, cinque sei moto della polizia sono state sistemate a tappo all'angolo di viale Trento mentre decine di agenti si sono subito parati davanti al corteo per frenare l'avanzata del pericoloso “nemico”.
 

LA MINI PROTESTA In realtà, i contestatori erano quattro gatti. Gli indipendentisti di Sardigna Natzione, con i loro leader in testa - Bustianu Cumpostu e “Zampa” Marras - a ripetere quanto sottolineato lunedì a Cagliari. Il Partito comunista dei lavoratori, il popolo delle partite iva e il movimento dei pastori, tutti insieme appassionatamente a urlare la loro contrarietà alla visita, ritenuta inopportuna, «dell'invasore servo dei banchieri». Accezioni pungenti, non c'è che dire, se non fosse per il terribile dubbio che chi gridava slogan triti e ritriti avesse sbagliato bersaglio.
 

APPREZZAMENTI E PRETESE Striscioni per Rossella Urru, e ringraziamenti per la sensibilità che Giorgio Napolitano ha dimostrato nell'incontrare la famiglia della cooperante di Samugheo rapita in Algeria. Altro striscione per un'altra rivendicazione da parte degli “amici di Gabry”, la ragazzina travolta e uccisa da un'auto a Bancali sulla 131. Chiedevano, anche loro, la messa in sicurezza della superstrada quasi che Napolitano avesse poteri magici o fosse addirittura diventato ministro dei Lavori pubblici.
 

EPITETI Tutto fa brodo, e va bene anche questa. Semmai, a preoccupare - in verità neanche più di tanto - lo stato di salute di una signora poco composta che al passaggio dell'auto del Presidente gli ha urlato come un'ossessa “ladro, ladro, vergognati”. È che la crisi, ma è storia risaputa, delle volte gioca brutti scherzi e induce alle visioni o alle allucinazioni. Dare del ladro a Napolitano, suvvia, è una stupidaggine che non meriterebbe nemmeno di essere commentata: il presidente non merita simili epiteti.
Ma era, appunto, il giorno in cui tutto era permesso. Difficile, se non proprio impossibile, ricordare una contestazione - sia pure penosa - a un Presidente della Repubblica. Far scadere la protesta - e le legittime istanze di giustizia sociale - in becero qualunquismo da bar dello sport non giova a chi lotta per una società più equa e più solidale. Si perdono di vista gli obiettivi. Singolare la domanda di una donna che, stupita, chiedeva del perché ci fosse tutto quello schieramento di divise. «È per il Presidente Napolitano, signora». E lei: «Perché, è a Sassari?».
Vito Fiori