Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Cacip, stop all'impianto dei rifiuti umidi

Fonte: L'Unione Sarda
22 febbraio 2012

MACCHIAREDDU.

Manca un documento, la Provincia “chiude” la sezione del compostaggio
 

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Impianti bloccati ieri mattina nello stabilimento di smaltimento dei rifiuti umidi del Tecnocasic di Macchiareddu per la mancanza di un'autorizzazione della Provincia su un macchinario del compostaggio. Il black out, iniziato alle 7, ha mandato in fibrillazione gli assessori comunali dell'hinterland e i responsabili delle società incaricate della raccolta dei rifiuti, costretti a predisporre piani di emergenza che poi non è stato necessario applicare. La situazione si è sbloccata dopo le 12, quando il dirigente provinciale ha firmato il nulla osta che ha permesso ai camion di scaricare i rifiuti nello stabilimento della zona industriale
 

L'INCENDIO La vicenda ha origine il 31 gennaio. «Un incendio causato dal pulviscolo verde degli scarti di giardinaggio ha danneggiato seriamente il nastro trasportatore dei rifiuti», spiega Oscar Serci Amministratore di Tecnocasic. Non c'erano alternative. «Per evitare un blocco dei conferimenti si è reso necessario proseguire le lavorazioni utilizzando una linea mobile che si ritiene di utilizzare sino al ripristino completo della linea danneggiata», scrivono in una nota i vertici dello stabilimento di Macchiareddu. Una soluzione temporanea, che però non era stata autorizzata.
 

IL DIVIETO Il 17 febbraio la documentazione sull'impianto finisce sui tavoli della Provincia. «Nessuno dei dispositivi impiegati per gestire l'emergenza era stato autorizzato», spiega l'assessore provinciale Ignazio Tolu. «Quell'impianto sostitutivo non risultava iscritto nel documento di Autorizzazione integrata ambientale (Aia)», aggiunge Tolu. Per questo motivo gli uffici hanno «proceduto alla emanazione del provvedimento di diffida. Lunedì la Provincia ha imposto al Cacip e al Tecnocasic di non ricevere «rifiuti solidi urbani limitatamente alla sezione compostaggio». Un semplice problema formale, si affretta a precisare l'assessore «che si risolverà non appena la richiesta di integrazione del documento ci verrà presentata».
 

I PROBLEMI I disagi maggiori li hanno dovuti sopportare le società incaricate della raccolta dei rifiuti. «La notizia dell'improvvisa chiusura dell'impianto ci è stata comunicata lunedì alle 18», afferma Virgilio Vardeu, responsabile della De Vizia. La raccolta dei rifiuti in città è stata interrotta? «No, anche perché nel deposito di stoccaggio di San Lorenzo abbiamo un'autonomia di tre giorni». E se l'emergenza dovesse essere più lunga? «Il ricorso ad altre discariche, come per esempio quella di Villacidro, compete alla Regione, che ne coordina gli apporti. Per quel che ci riguarda - continua Verdeu - noi prendiamo disposizioni dal Comune di Cagliari».
 

IL COMUNE Anche nell'assessorato comunale ai Servizi tecnologici il clima era teso. «Quello che ci ha spiazzati è la mancata comunicazione in tempi utili della chiusura», afferma Guglielmo Carletti, dirigente del servizio. «Ogni giorno smaltiamo 50 tonnellate di rifiuti organici. Una quantità che solo il Cacip è in grado di lavorare. Se lo stesso conferimento arrivasse a Villacidro, l'impianto non sarebbe in grado di ricevere i rifiuti degli altri centri».

(a. a.)