Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Antonio Floris, i primi 100 anni

Fonte: L'Unione Sarda
2 febbraio 2012

Ospite delle Suore, festeggiato dai nipoti e dal sindaco di Tertenia


Parla ancora bene sia il francese che l'inglese, imparati nei cinque anni di prigionia in Kenia e negli altrettanti trascorsi a Glasgow, in Scozia, dopo la campagna d'Africa. Ne ha viste tante Antonio Floris, classe 1912 originario di Tertenia, che ieri ha compiuto un secolo, festeggiato dai parenti e dagli ospiti della casa di riposo delle suore Mercedarie di Sant'Elia.
Allegro e sorridente, con i modi gentili di una volta, l'anziano ha raccontato agli aneddoti della sua vita che ha attraversato l'intero Novecento. «La prigionia è stata dura, avevamo poco o nulla da mangiare». Partito in Africa per combattere, Antonio Floris era stato catturato poco dopo dagli inglesi e trasferito prima in un campo di concentramento nel cuore del continente, poi imbarcato e trasferito in una prigione in Scozia, dove - anche a causa del clima - ha vissuto i momenti più pesanti della prigionia. «Quando gli inglesi sbucciavano le patate mio padre e gli altri prigionieri recuperavano le bucce, le lavavano e se le cucinavano», ha ricordato il figlio Francesco (gli altri sono Marilena e Regina). «Tante volte ci ha raccontato quanto fosse duro».
Una volta tornato nell'Isola, dopo la guerra, è stato anche tra i fondatori della squadra di calcio del suo paese. Sposato con Annetta Biolchini, scomparsa due anni fa all'età di 90 anni, il nonnino ha festeggiato i cento anni nella palestra della casa per anziani, spegnendo anche la candela che vale un secolo. Il sindaco di Tertenia, Luciano Loddo, gli ha portato una targa e un gonfalone del suo paese, portandogli gli auguri di tutta la popolazione. Auguri rinnovati, poi, anche dai cagliaritani attraverso l'assessore comunale alle Politiche sociali, Susanna Orrù.
Nonostante l'invidiabile età, l'anziano centenario è ancora abbastanza lucido e con un'ottima memoria, tanto che ieri ha più volte intonato le canzoni imparate da soldato nella campagna d'Africa, ma anche quelle studiate da bambino in epoca fascista. Invitati tutti i parenti e gli amici, alla festa hanno partecipato anche gli altri ospiti della casa di riposo, accorsi per spegnere quell'unica candelina che vale un secolo e brindare tutti assieme.
Francesco Pinna