Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

I commercianti: per noi è un dramma

Fonte: L'Unione Sarda
19 gennaio 2012

L'assenza di turisti crea danni ai negozi del centro:«Perso il 70 per cento degli introiti»


Le conseguenze del disastroso naufragio della Costa Concordia all'isola del Giglio arrivano fino ad investire le attività commerciali del cuore della città.
Ieri era mercoledì, ovvero il giorno in cui normalmente sulle strade della Marina e di Stampace di riversavano le migliaia di turisti sbarcati dalle gigantesche navi da crociera che facevano tappa al porto. Presenze colorate e rumorose e, soprattutto, portatrici di significativi guadagni per i commercianti i cui negozi si affacciano sulla via Roma, sul Largo Carlo Felice e sulle stradine del centro.
Guadagni che Alessandra Bonetti, titolare di “Idhia”, un negozio che tratta calzature, quantifica «in un 70% in più rispetto a una normale giornata. Con l'arrivo dei croceristi le vendite avevano una impennata di questo livello. Ieri, dopo il naufragio della “Concordia” e la conseguente cancellazione dell'arrivo a Cagliari, le nostre vendite hanno subito una flessione considerevole».
Il mancato arrivo in città dei croceristi ha penalizzato anche l'attività di Saliou, 33 anni, senegalese, che da un anno espone e vende la sua merce sotto i portici di via Roma. «Il mercoledì ho sempre fatto ottimi affari, ma questa volta è andata diversamente rispetto alle settimane precedenti» racconta. «Mercoledì scorso ho guadagnato circa cinquanta euro, una cifra che normalmente fatico a mettere insieme lavorando per dieci giorni, questa volta, invece, non ho venduto praticamente niente» conclude sconsolato. Non è andata diversamente per i negozi che vendono souvenir e articoli vari col marchio Sardegna. Erano normalmente i più affollati in occasione dell'arrivo del gigante della Costa Crociere, e se tanti visitatori si limitavano a curiosare, erano comunque molti quelli che acquistavano qualcosa da portare a casa come ricordo della visita nel capoluogo.
Perfino il “Caffè Roma”, uno dei locali più frequentati dei portici che si affacciano sul porto, ha accusato il colpo. «Le conseguenze economiche sono evidenti», spiega Alessio Cocco, uno dei titolari del locale. «Quando arrivano i croceristi è un via vai continuo, per alcune ore lavoriamo a ritmi incredibili e arriviamo perfino a raddoppiare l'incasso di una giornata. Per la nostra attività l'appuntamento con i turisti del mercoledì è diventato così importante che abbiamo deciso addirittura di cambiare il giorno di riposo, anticipandolo al martedì». La tragedia nel Tirreno rischia ora di mettere il freno a un processo di crescita che pareva inarrestabile. «Soprattutto perché», osserva ancora Cocco, «la mancanza dei visitatori che arrivano dal mare fa sentire ancor più il peso dell'inverno, quando in città ci sono pochissimi turisti».
Erica Etzo, titolare di “Bonu”, negozio che vende prodotti tipici sardi in piazza Yenne, tira le somme degli ultimi due mercoledì: «Con i croceristi guadagniamo almeno il 50 per cento in più», spiega, «ecco perché speriamo che la Costa Crociere torni presto in città».
Mauro Madeddu