Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Sant’Elia sicuro oppure si gioca a porte chiuse

Fonte: La Nuova Sardegna
18 gennaio 2012





Comune ottimista, entro domenica tribune in regola

CAGLIARI.Quando mancano meno di cinque giorni a Cagliari-Fiorentina, sono iniziati al Sant’Elia i lavori per garantire l’agibilità dello stadio. Sarà la commissione provinciale di vigilanza a dare il via libera alla disputa della gara di serie A.
Due giorni fa il presidente della società rossoblù Massimo Cellino, ospite alla Domenica Sportiva, ha accennato alla possibilità di giocare a Trieste. Ma l’ipotesi più verosimile è che la partita si giochi proprio al Sant’Elia: il terreno di gioco non è mai stato messo in discussione, le preoccupazioni della prefettura riguardano solo la sicurezza degli spettatori, quindi spalti e uscite. Nei giorni scorsi l’assessore comunale allo sport Luisa Anna Marras ha mostrato ottimismo.
Secondo l’amministrazione c’è tutto il tempo per ottemperare alle prescrizioni di palazzo Viceregio e quindi di consegnare le opere prima di domenica e dopo la conclusione degli interventi di emergenza. Questo consentirebbe di aprire i cancelli al pubblico in tutti i settori dello stadio. Tuttavia il rischio intoppi, soprattutto quando si parla di lavori da portare a termine nel giro di pochi giorni, è sempre in agguato. Per questo viene tenuta in considerazione anche l’ipotesi della gara a porte chiuse, cioè senza spettatori. O con l’apertura parziale dell’impianto se alcuni settori dovessero risultare off limits dopo l’esame della commissione. Nel frattempo, però, il Cagliari calcio, che di solito inizia a mettere a disposizione i biglietti dal lunedì pomeriggio, non ha ancora iniziato la prevendita dei tagliandi in attesa di sapere se i cancelli saranno aperti e quali settori dello stadio potranno essere occupati dai tifosi. In caso di posti limitati la priorità sarà data agli abbonati. Sullo sfondo della vicenda il debito di un milione e 800 mila euro maturato dal Cagliari Calcio nei confronti del Comune che continua a creare serio imbarazzo nei rapporti tra l’amministrazione e i vertici della società calcistica.