Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Lirico, il Pd vuole nuovi vertici

Fonte: La Nuova Sardegna
13 dicembre 2011

 
Appello al sindaco: «Il soprintendente Di Benedetto da sostituire al più presto»
Critiche al piano industriale, allo stesso bilancio e alle scelte organizzative



Settecento abbonati in meno e spettacoli ridotti che incideranno sui trasferimenti dello Stato

CAGLIARI.Una svolta per salvare il Teatro Lirico dai debiti. Una svolta che passa per una giubilazione dell’attuale soprintendente Di Benedetto, l’avvio delle procedure per un bando internazionale per il suo sostituto e una attenta verifica sull’ultimo bilancio, dove sarebbero presenti alcune “incongruenze”.
È la posizione ufficiale del Pd al Comune. Nel mirino la politica gestionale di Di Benedetto (che ha registrato una diminuzione dell’offerta e l’affidamento a esterni dei servizi di biglietteria) e il piano industriale, affidato a una società esterna, che mortificherebbe aspettative e professionalità dei lavoratori della Fondazione e del pubblico e che anteporrebbe il pareggio di bilancio a una politica di rilancio «quando è vero il contrario: solo con un progetto forte e una rilancio delle attività si generano quei soldi necessari a pareggiare i conti». Per quanto riguarda il numero uno della struttura di via Sant’Alenixedda i Democratici propongono «al sindaco e all’intero Cda della Fondazione di valutare l’opportunità di una sua sostituzione». Il Pd, chiaramente, non fa il nome di chi dovrebbe sostituire al più presto Di Benedetto, limitandosi a indicarne le caratteristiche: «Dovrà - dice il capogruppo Davide Carta, presente insieme alla deputata Amalia Schirru alla conferenza stampa - farsi interprete di una nuova strategia che metta il Teatro Lirico di un sistema virtuoso, anche di integrazione con il territorio, valorizzando collaborazioni e produzioni con altre istituzioni sarde e non, prime fra tutte il Conservatorio di Cagliari e l’Ente concerti di Sassari, deve essere portatore di un nuovo modo di intendere lo spettacolo lirico». Ma l’avvicendamento al vertice secondo il Pd non è sufficiente: «Per salvare il Teatro Lirico serve una forte unità di intenti di tutti gli attori». Il PD propone di realizzare entro gennaio 2012 una assemblea degli Stati generali del Teatro Lirico. L’intento dovrà essere quello di mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti istituzionali e non, Regione, Comune, Provincia, dipendenti, altri soggetti culturali e con l’aiuto anche di esperti di livello nazionale ed internazionale provare a definire insieme un nuovo ruolo ed un nuovo modello gestionale». Nel documento si parla anche del futuro del Parco della Musica: «Deve essere un asset strategico per la crescita delle produzioni e delle attività del Lirico - spiegano i Democratici - con la sala concerti per moltiplicare i concerti e gli spettacoli, i laboratori per avviare una attività di formazione per nuovi artigiani ed artisti per la realizzazione di costumi, scenografie ed allestimenti teatrali e una sorta di incubatore per far crescere nuove microimprese nel settore dello spettacolo». Il ministero dei Beni Culturali ha trasferito all’ente 7,7 milioni di euro, «serviranno per ripianare le perdite passate, ma per stare a galla - ha concluso Amalia Schirru - servono più produzioni, maggiore impegno dei lavoratori e uso diligente degli spazi; tutti propositi realizzabili». «Ma non a discapito dei dipendenti del teatro, che in questi anni - ha concluso Carta - hanno tenuto a galla una barca destinata ad affondare».

(g.cen.)