Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Macché Poetto, sembrerà il mar Morto

Fonte: L'Unione Sarda
29 novembre 2011

L'opinione

 

di Enrico Pilia
Cari cagliaritani, evitate il Poetto. Smettete di sognare un litorale che funzioni. Lasciate ogni speranza di potervi fermare a bere qualcosa, o magari a mangiare con la famiglia. Ci manca solo il filo spinato, lungo la spiaggia, poi sarà tutto più semplice. Ieri il Comune, accogliendo la determina della Regione, ha deciso che la stagione ha un inizio e una fine. Si comincia alla fine di marzo, se va bene, per chiudere bottega alla fine di ottobre. E tante grazie se ci è stato concesso un mese di sconto, trenta giorni di litorale in più. Ci si sono messe in due, le nostre istituzioni di riferimento, per assestare l'ultima spallata a una spiaggia - lo ripetiamo - moribonda, eppure sempre capace di stupire. Anche in autunno, magari a gennaio, quando a Cagliari il sole regala giornate da cartolina. D'accordo, il Municipio recepisce una norma varata in viale Trento, e solo l'anno prossimo potrà mettere fine a questa comica della data d'apertura e chiusura di un'abitudine, di un diritto, di una passione. Andremo al Poetto con il cestino dei panini, con l'acqua acquistata nei market. E mostreremo ai nostri bambini come è bella la spiaggia d'inverno, e poi in primavera, come è piacevole fermarsi a guardare il nulla. Baretti, chioschi, chiamateli come volete, ma solo da queste parti potevamo randellare tutte le attività commerciali - anche quelle minime - inseguendo un obiettivo che oggi, in pieno autunno, continua a sfuggire. Questa giunta comunale, o magari quella precedente, potevano progettare il prolungamento della stagione senza bisogno di progetti faraonici o idee straordinarie. Magari puntando sullo sport. Le elezioni servono a questo, a scegliere persone che abbiano idee di spessore. Oggi facciamo concorrenza solo al Mar Morto.