Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«Legittimi i vincoli su Tuvixeddu»

Fonte: La Nuova Sardegna
29 novembre 2011

 
La Regione ricorre contro il lodo arbitrale alla Corte d’Appello di Roma



Il gruppo Cualbu citato in giudizio per il 2 aprile Nel frattempo va avanti il lavoro di Deloitte

MAURO LISSIA

CAGLIARI. Il lodo arbitrale firmato il 16 giugno scorso su Tuvixeddu dev’essere annullato: lo sostengono gli avvocati della Regione, che su mandato del presidente Ugo Cappellacci l’hanno impugnato e hanno notificato un ricorso di quaranta pagine a Nuova Inisiative Coimpresa.
Nell’atto trasmesso al rappresentante legale dell’impresa Giuseppe Cualbu e all’avvocato Alberto Picciau nello studio del suo corrispondente a Cagliari, i difensori dell’amministrazione attaccano duramente la decisione «non definitiva» degli arbitri Franco Bilè, Nicolò Lipari e Giovanni Olla - chiamati a stabilire se Coimpresa abbia diritto a un risarcimento per i ritardi nella realizzazione del piano immobiliare su Tuvixeddu-Tuvumannu, provocati dai vincoli imposti dall’amministrazione Soru - puntando soprattutto sulla sentenza emessa dal Consiglio di Stato il 3 marzo 2011, quella che ha riconfermato il vincolo sul colle punico in precedenza bocciato dal Tar Sardegna. Secondo quella sentenza «è indubbio che la Regione attraverso il piano paesaggistico e le norme di attuazione abbia il potere, dopo aver evidenziato determinate caratteristiche di valore paesaggistico e storico-culturale, di imporre ad un’area una specifica disciplina di tutela». Secondo gli avvocati Sandra Trincas, Mattia Pani, Roberto Murroni e Giovanni Parisi la Regione non ha fatto altro dunque che esercitare quel potere legittimo e la tutela imposta prevale sugli strumenti urbanistici comunali. Per il Consiglio di Stato dunque non c’è accordo di programma che tenga: il vincolo può essere imposto comunque e - osservano i legali del ricorso alla Corte d’Appello di Roma - i giudici di palazzo Spada hanno deciso «avendo ben presente che il vincolo di cui si trattava insiste su un’area (Tuvixeddu e Tuvumannu) interessata all’accordo di programma del 2000, stipulato anche dalla Regione». Per la Regione è chiaro quindi che i vincoli «sono stati adottati dall’amministrazione regionale nell’esercizio delle proprie competenze in materia culturale-paesaggistica come riconosciute dalla Costituzione, nell’assetto delineato dalla riforma del titolo quinto e dal Codice del paesaggio, normative intervenute successivamente alla sottoscrizione dell’accordo di programma». In pillole: nel 2000 la firma dell’accordo per il piano Coimpresa, nel 2004 il Codice del paesaggio che modifica le norme per la tutela dei siti di valenza storico-culturale e paesaggistica, nel 2006 i vincoli per notevole interesse pubblico imposti dalla Regione dopo la scoperta nell’area del colle di un migliaio di sepolture punico-romane fino a quel momento sconosciute. Quindi la controversia con l’amministrazione Soru e poi Cappellacci da una parte e la strana abbinata Comune-gruppo Cualbu dall’altra.
Il 2 aprile 2012 i rappresentanti della Nuova Iniziative Coimpresa dovranno presentarsi davanti ai giudici della Corte d’Appello civile di Roma, nel frattempo la Deloitte Advisory spa proseguirà il loro lavoro. La società di consulenza nominata dal collegio arbitrale dovrà rispondere ai quesiti posti dagli arbitri e stabilire se sia fondata l’ipotesi di Coimpresa che l’amministrazione Soru abbia arrecato danni economici all’impresa per 72 milioni di euro.