Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Una corsa a tre con veleni per la direzione

Fonte: Sardegna Quotidiano
8 settembre 2011

Conservatorio

 

 PIAZZA PORRINO

La Artizzu lascia dopo dodici anni: in lizza Elisabetta Porrà, Giacomo Medas e Marco Bruno

 Cambio della guardia in vista al conservatorio Palestrina. Gabriella Artizzu lascia la direzione dell’istituto dopo quattro mandati triennali: quasi tredici anni di reggenza e una riforma che ha mutato profondamente l’orga - nizzazione didattica, in seguito alla parificazione dei conservatori di musica con le università. Secondo il nuovo statuto della scuola approvato nel 2005, il direttore non può ricandidarsi dopo due mandati consecutivi. E così in questi giorni è partita la corsa alla successione. Entro lunedì scorso dovevano pervenire le domande all’uffi - cio protocollo del “Palestrina”. Lunedì prossimo, il 12 settembre, sarà pubblicato l’elenco provvisorio dei candidati, mentre per leggere quello definitivo (scaturito dopo eventuali reclami) si dovrà aspettare il 19 settembre. Tre i nomi che circolano, ancora coperti dall’ufficiosità: Elisabetta Porrà, attuale vicedirettore, docente di pianoforte, considerata molto vicina a Gabriella Artizzu, con cui condivide l’ap - partenenza al centrodestra; Giacomo Medas, violista e direttore d’orche - stra, di area centrosinistra, che i rumors vorrebbero vincente al primo turno; Marco Bruno, insegnante di oboe, espressione della Cgil. In caso di ballottaggio stranamente non sosterrà Medas, facendo convergere i voti degli iscritti su Porrà, considerato da molti una sorta di longa manus della direttrice uscente. Una Artizzu determinata a non perdere terreno, se è vero che fino al 6 luglio, data di approvazione della finanziaria del governo, ha sperato insieme ad altri suoi colleghi della penisola di prolungare il mandato fino alla maturazione della pensione grazie a un emendamento ad hoc: in pratica per altri due anni. La bocciatura di quella variante ha riaperto i giochi. Con una coda polemica che lascerà un po’ di veleno. Bruno Ghiglieri