Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Il ministro riporta in vita il porto canale

Fonte: L'Unione Sarda
2 settembre 2008


Altero Matteoli: un grande risultato. La zona franca? Vedremo
Il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli: il 13 settembre riapre il porto canale di Cagliari.
Prende tempo davanti al progetto zona franca («Facciamo una cosa alla volta») ma sulla scommessa porto canale non ha dubbi: «Il 13 settembre il polo del trasporto merci cagliaritano riapre. E riapre con la prospettiva di durare». Poco prima di sedersi all'ennesima riunione con i sindacati per la grana Alitalia, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ribadisce che il piano di rilancio per il porto canale «ha basi solide per resistere nel tempo» e fa sapere che l'attività di transhipment potrebbe anche trovare il conforto di un piano di recupero del trasporti merci ferroviario nell'Isola: «C'è un tavolo aperto con Trenitalia e il governatore Renato Soru. Spero di portare presto buone notizie per la Sardegna». Ai bordi del porto canale si scaldano i 205 dipendenti della Cict in cassa integrazione, mentre altri 300 della Compagnia portuale e dell'Iterc aspettano che si batta un colpo per sperare di tornare al lavoro.
Cosa succederà il 13 settembre?
Attraccheranno le navi alle banchine cagliaritane. Il porto canale avrà i suoi primi 2000 container. È un grande risultato, soprattutto è un buon inizio.
Centinaia di lavoratori attendono con il fiato sospeso.
Secondo i nostri calcoli, nel giro di pochi mesi potranno trovare posto almeno 400 o 500 operatori. Per questo parlo di grande risultato.
La durata nel tempo è ancora da verificare.
Sono coinvolti in questa operazione diversi gruppi che offrono garanzie. La Contship, che ha l'80 per cento delle movimentazioni di container a Gioia Tauro, è una certezza e l'accordo siglato con la società Haapag Lloyd offre altrettanta sicurezza.
L'Autorità portuale di Cagliari non si fa troppe illusioni.
In che senso?
La rinascita del porto canale sarebbe legata solo al sovraffollamento di realtà concorrenti come Gioia Tauro, Taranto o Tangeri.
Mi pare riduttivo e banale parlare in questi termini. E non capisco in che direzione si voglia andare. Posso solo dire che in tre mesi di carica al ministero ho ricevuto tantissime telefonate, sia da amici di partito come Mariano Delogu o Ignazio Artizzu, che da avversari politici. Il mio intento, e anche il loro, è soltanto quello di ridare vita a una realtà produttiva fondamentale per lo sviluppo della Sardegna.
Dopo i primi container cosa succederà?
Succederà che ne arriveranno altri. Si arriverà in fretta a 300, 400 mila container di navi mediterranee e oceaniche che sbarcheranno al porto canale. Lo ripeto, è un risultato di grande prestigio. Assurdo creare polemiche inutili quando si raggiunge l'obiettivo di creare lavoro. Certo, ora serve la risposta e lo sforzo degli operatori del settore.
È una chiamata alle armi?
Per tenere in piedi tutta la macchina del trasporto dei container dovranno essere assicurati servizi adeguati, ma sono certo che Cagliari e la Sardegna saranno all'altezza della situazione per cogliere questa nuova opportunità.
Non saranno certo d'aiuto i trasporti interni e la continuità territoriale delle merci.
In questo momento non posso fare anticipazioni ufficiali ma se tutto filerà liscio, potremo annunciare grandi novità. Sono in contatto con il presidente della Regione e con l'amministratore delegato di Trenitalia. Stiamo definendo i dettagli, arriverà molto presto una soluzione per il trasporto delle merci nell'Isola.
Da anni il grande sogno è la zona franca nel porto canale. Sarebbe la soluzione vincente per lo sviluppo di tutta la Sardegna.
Ora stiamo pensando alla ripresa delle attività nel porto. Deve ripartire una macchina che per lungo tempo si era inceppata ed era rimasta ferma. Facciamo una cosa per volta.
GIULIO ZASSO

02/09/2008