Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Basta grandi eventi al mare, i concerti solo nei baretti

Fonte: L'Unione Sarda
3 agosto 2011

Andrea Scano, presidente della commissione Urbanistica

 

Vi siete mai chiesti perché al Poetto non sia possibile mangiare un piatto di pasta che non sia surgelata? O perché sia vietato acquistare (legalmente, e non dagli ambulanti) un paio di infradito, un telo da spiaggia, una crema solare, un paio di occhiali, un salvagente? Comprare oggetti da mare, in una spiaggia, dovrebbe essere la cosa più normale. Come mangiarsi una cosa. Invece non è possibile perché le norme attuali non lo consentono. Ecco perché il Piano di utilizzo del litorale è tanto atteso quanto dibattuto, difficile. E perché da anni i concessionari si confrontano in tutte le sedi fornendo idee, scontrandosi. E perché le indicazioni che conterrà andranno ben oltre la forma e la funzione dei baretti.
Ma che di che cosa si sta ragionando in queste settimane in commissione Urbanistica, dove è in corso la revisione delle linee guida del Pul? «Siamo in una fase preliminare», premette Andrea Scano, consigliere Pd e presidente della commissione. Ma alcune idee sono chiare: «Siamo favorevoli alla piccola ristorazione, non alla vendita di prodotti da spiaggia perché ritengo, e questo è un parere personale, che al Poetto ci siano sin troppe cose. Ed è per questa ragione che non vogliamo più grandi eventi in spiaggia ma solo piccoli concerti nei chioschi i cui effetti saranno attenuati dalla sistemazione di barriere fonoassorbenti». Il principio a cui si ispira la maggioranza è «responsabilizzare» i concessionari: «Vorremmo che, oltre ad occuparsi di cibi e bevande, si occupassero di salvamento a mare, di pulizia della fascia di arenile di loro competenza oltreché di cura dei servizi igienici».
Ma, naturalmente, il Pul non tratta solo di attività economiche. «È necessario realizzare cordoni dunali per preservare l'erosione e per questo la nostra idea è di creare alcune passerelle da cui si accede alla spiaggia e di creare recinti all'interno dei quali si concentrerebbe la spiaggia portata dal vendo generando le dune che, come si sa, a loro volta trattengono la sabbia evitando che si disperda. Certo», aggiunge Scano, «non pensiamo così di salvare il Poetto dall'erosione ma è un contributo». Un altro potrebbe riguardare l'obbligo di fare la doccia prima di lasciare la spiaggia. Stabilito che il 3% della spiaggia che si perde i bagnanti la portano a casa negli asciugamani o addosso, occorre trovare un modo per impedirlo. Probabilmente non è il Pul che deve stabilirlo, ma forse un'ordinanza del sindaco. «È un aspetto a cui teniamo molto e vorremmo fare qualcosa. Mi piacerebbe che cambiasse la mentalità dei cagliaritani, vorrei che capissero che la sabbia è un bene prezioso. Sa che cosa mi ha detto un giorno uno studioso? Che un metro quadro di spiaggia del Poetto vale 3000 euro al metro quadrato. Ecco», conclude il presidente della commissione Urbanistica: «è nostro dovere salvaguardare l'aspetto ambientale ma anche quello economico». (f.ma.)