Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«Proteggiamo la sabbia»

Fonte: La Nuova Sardegna
5 agosto 2008

MARTEDÌ, 05 AGOSTO 2008

Pagina 1 - Cagliari

Comune. Interrogazione per «educare alla cura ambientale della spiaggia»


Scano (Pd): «Troppa disattenzione da parte di tutti»

A sei anni dall’assurdo ripascimento quale ripristino?

CAGLIARI. «Educhiamo ad aver cura della sabbia», precisa Andrea Scano, consigliere comunale del Pd, componente della commissione consiliare ambiente. «Regione, Comune e Provincia si siedano attorno a un tavolo per studiare un intervento sperimentale: per ripristinare la vecchia sabbia», questa la richiesta fatta l’altro ieri da Legambiente durante il blitz al Poetto con la Goletta Verde. «E questo è un fatto importante - spiega Scano - ma il problema, per il qui ed ora, è anche quello di non buttare quel poco che abbiamo». Scano ha presentato diverse interrogazioni sul Poetto, tra cui una sulla sabbia.
La storia recente parla dei danni procurati dal ripascimento del 2002: un «disastro ambientale» comprovato dalla condanna del tribunale delle persone (amministratori e tecnici) coinvolti nell’intervento.
Partendo dalla considerazione che nel secolo scorso sono stati portati via oltre due milioni di metri cubi di sabbia sia dalla spiaggia emersa che sommersa, era stato deciso un intervento di ripascimento. Inizialmente, però, erano previsti due anni di tempo per l’intervento e l’utilizzo di sabbia di cava. Poi si è passati a quella di mare e, modificato il protocollo di intervento (divenuto di “protezione civile”), si è accelerato il tutto con l’immissione della sabbia in dieci giorni (impedendo in tal modo qualsiasi intervento di modifica in corso d’opera).
Ora la situazione è sotto gli occhi di tutti: sabbia grigia e di granulometria grossolana, e ricca di limo. Da qui la richiesta di Legambiente e, in precedenza, di un gruppo di consiglieri comunali (Marco Espa primo firmatario), di riprendere il discorso sulla riqualificazione della sabbia attraverso interventi in grado di ripristinare le caratteristiche qualitative precedenti. Il tutto in considerazione del fatto che il gioco delle correnti del mare si sta riprendendo parte della spiaggia emersa, come dimostra il fatto che la rotonda del Lido sia di nuovo sull’acqua. «Ma il problema del ripristino, pur importante - afferma Scano - ha tempi di realizzazione lunghi e costi consistenti. Nel frattempo, però, bisogna cercare di non accentuare il processo di erosione e di perdita della sabbia. E per fare questo occorrerebbe una campagna di educazione abientale sia per i cittadini che per gli amministratori». Secondo Scano, infatti, anche la pulizia della sabbia «va fatta in un certo modo. I ricercatori più qualificati, ad esempio, raccomandano di non eseguirla con mezzi meccanici pesanti in quanto, così facendo, si ottengono due risultati negativi. Innanzi tutto si compatta ulteriormente la sabbia. In secondo luogo si portano via quelle “patate” di mare fatte di alghe che, invece, contribuiscono a portare sulla spiaggia minerali importanti per la composizione della stessa sabbia». Inoltre occorre capire che la posidonia, le alghe che si trovano nella sabbia sommersa, «hanno una doppia importanza: funzionano da barriera naturale subacquea per trattenere la sabbia e da barriera esterna, quando si depositano sulla battigia, per limitare le mareggiate». Infine, va «chiarito che bisogna lavorare anche per ricreare il manto dunale a monte della spiaggia, che aiuta a trattenere la sabbia dall’erosione eolica». (r.p.)