Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Rivolta contro spacciatori e tossici

Fonte: L'Unione Sarda
9 agosto 2010

Is Mirrionis. I cittadini chiedono l'intervento delle forze dell'ordine: «Un market della droga aperto mattina, sera e notte»

I residenti di via Betto Alliata: «Viviamo in ostaggio»

Lettera a questore, prefetto e carabinieri: «Vi imploriamo di aiutarci. Spacciatori e tossicodipendenti ci tengono in ostaggio».
Il cancello blu è aperto tutto il giorno. Il rudere per il buco ospita tossicodipendenti a ogni ora. Un angolo buio si trova sempre e garantisce riservatezza per iniettarsi la dose al riparo da sguardi indiscreti. Nell'ex sede della circoscrizione di via Cinquini, di fronte all'ingresso del frequentatissimo parco di San Michele, funziona così da sempre, mattina, pomeriggio, sera e notte. In passato sono state murate porte e finestre. Intervento inutile: le fessure sono spuntate nuovamente in poco tempo.
LA RIVOLTA Il via vai di giovani è impressionante. E i residenti della strade vicine, via Betto Alliata e via Sampante, sono esasperati da questa situazione. Così nei giorni scorsi è nato un comitato composto da cittadini della zona del quartiere di Is Mirrionis. Nessun nome e cognome per evitare ritorsioni. Il primo passo è stato lanciare un appello con una lettera: «Vi chiediamo un aiuto. In piena umiltà vi imploriamo di aiutarci». Destinatari di questo “sos”, oltre al giornale, il questore, il prefetto, i comandanti regionale e provinciale dei carabinieri e il dirigente del XIII reparto Mobile Sardegna. «Ci rivolgiamo a voi», scrivono i residenti, «per mettere fine a una situazione di ordine pubblico e spaccio di droga nell'area tra via Betto Alliata e via Sampante. Sembra assurdo che queste persone, spacciatori e tossicodipendenti, tengano in ostaggio gli abitanti compiendo sotto gli occhi di tutti i loro reati e consumando droga».
IL RACCONTO La denuncia è dettagliata. «Dalle prime ore del mattino arrivano i tossicodipendenti per drogarsi. Questo avviene perché nelle vicinanze ci sono gli spacciatori. Provengono da Cagliari, dai paesi dell'hinterland e dal Medio Campidano. Arrivano puntuali a tutte le ore, mattino, sera e notte. Il market è sempre aperto e contiamo almeno duecento dosi di droga vendute al giorno». Dopo l'acquisto c'è la fase del consumo: «Vanno a bucarsi vicino alla cabina dell'Enel e nei giardinetti. Vediamo anche molte ragazze. Alcune sono prostitute che arrivano con i clienti. Tutto avviene sotto le finestre delle abitazioni. Siamo all'esasperazione, non possiamo più tollerare questa situazione».
IN OSTAGGIO Per i cittadini di via Betto Alliata, strada senza uscita tra due file di palazzine in mattone e aiuola centrale, ogni giornata è un incubo: «In alcune abitazioni», continua la lettera-denuncia, «vivono degli anziani, ultra ottantenni. Non possono uscire per paura di essere rapinati o insultati da spacciatori e clienti. Chiediamo il vostro intervento per poter vivere in piena tranquillità e mettere fine a questa situazione che avviene, è questo l'incredibile, sotto gli occhi di tutti. Gli abitanti di via Betto Alliata chiedono che venga ristabilito lo stato di sicurezza». Altro tasto dolente è l'ex sede circoscrizionale di via Cinquini: «Il rudere è costantemente occupato da tossicodipendenti e da altri personaggi che spacciano o consumano droga». Basta trascorrere pochi minuti nelle vicinanze dell'edificio abbandonato per averne conferma: il via vai è continuo. Giovani si nascondono dietro gli angoli, alcuni si intrufolano nelle fessure create abbattendo parti di muratura. In passato polizia e 118 sono dovuti intervenire per soccorrere (a volte inutilmente) tossici in overdose.
PIÙ CONTROLLI L'appello a carabinieri e poliziotti è chiaro: «Chiediamo una presenza costante delle forze dell'ordine. Sorprende che nonostante la vicinanza della scuola materna non siano state prese decisioni che possano risolvere questa emergenza. Forse si aspetta che siano i cittadini a intervenire?» Una rivolta pacifica. Almeno per ora. E anche ieri nell'ex circoscrizione c'era il tutto esaurito. Tossicodipendenti in cerca di uno spazio dove iniettarsi la dose, dopo aver acquistato la droga nel vicino market a cielo aperto, organizzato anche con un piccolo sistema di “vedette” pronte a dare l'allarme in caso di presenza sgradite. C'è anche chi si è piazzato in via Betto Alliata, accanto a un muretto, per iniettarsi la dose.
MATTEO VERCELLI

08/08/2010

Sangue nel largo Luigi Carta patteggia 18 mesi
«Troppi sbandati in giro, serve un'ordinanza»


«Troppi sbandati in giro per il centro storico: un episodio come quello di venerdì sera era quasi inevitabile. E se non si corre ai ripari non sarà l'ultimo», dice il consigliere di Forza Italia Maurizio Porcelli. Un intervento polemico che arriva a poche ore dall'arresto per lesioni gravi di Luigi Carta, clochard cinquantaseienne che due giorni fa ha ferito con una bottiglia rotta un senegalese nel Largo Carlo Felice. «Serve un'ordinanza», prosegue Porcelli, «che impedisca a barboni e tutta la gente senza fissa dimora di fare del centro un immondezzaio».
Ieri mattina Carta ha patteggiato, assistito dal legale Francesco Mele, una condanna a 18 mesi di reclusione. I militari del nucleo radiomobile lo hanno accompagnato di fronte al giudice per il rito direttissimo, con l'accusa di lesioni aggravate. I carabinieri, coordinati dal tenente Giuseppe Pischedda, hanno ricostruito i motivi dell'aggressione ai danni del senegalese Cherif Thiam, ricoverato all'ospedale Brotzu (il trentaduenne ha riportato ferite profonde a entrambe le braccia: i chirurghi hanno ricucito nervi e vene) dopo una notte passata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio. Tra Carta e l'immigrato ci sarebbero stati in precedenza alcuni screzi: nel 2007 il barbone, che da tempo vive per strada tra il Largo e Corso Vittorio Emanuele, avrebbe cercato di rubare una borsa (all'interno, diversa merce) all'ambulante. Proprio in quella occasione Carta cercò di ferire Thiam con una bottiglia rotta, ma il tentativo andò a vuoto.
Venerdì sera, dopo qualche parola di troppo tra i due («I senegalesi mi stavano prendendo in giro e ho reagito», ha raccontato ai militari che lo hanno arrestato) il cinquantaseienne ha ferito con un coccio di vetro l'extracomunitario, che si stava preparando alla serata di shopping sotto le stelle in programma due giorni fa. Secondo il racconto di alcuni testimoni, la discussione tra i due sarebbe iniziata appena il senegalese ha cominciato a disporre per terra, su un lenzuolo, i propri oggetti da mettere in vendita. Il clochard, ubriaco, stava passando di lì e probabilmente è stato preso in giro dagli extracomunitari. In un primo momento però il litigio sarebbe rimasto sul terreno verbale, poi Carta dopo essersi allontanato ha deciso di aggredire il senegalese, ferendolo con una bottiglia spaccata. ( m.r. )

08/08/2010