Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Marciapiedi sporchi, fioccano le multe

Fonte: L'Unione Sarda
26 marzo 2010

Il caso. Centoventi sanzioni nel 2009. L'assessore Giagoni: «Colpa dei maleducati»
Sotto accusa i padroni dei cani. Il Comune corre ai ripari
Le zone più “colpite” sono i quartieri residenziali e le zone limitrofe al centro storico.
Cagliari città “sporcacciona”? Così sembrerebbe, almeno se si assume come metro di giudizio la presenza di escrementi di cane su marciapiedi, aiuole e piazze. Lo dice un'indagine pubblicata dall'associazione Italiani difesa animali e ambiente: la città è in cima alla lista per numero di denunce e multe ai padroni dei quattrozzampe, insieme a città come Roma, Milano, Bologna, Napoli, Reggio Calabria.
LE ABITUDINI Il problema riguarda senza troppe distinzioni nord e sud del Paese, e per affrontarlo gli strumenti a disposizione delle istituzioni sembrerebbero limitati. «A Cagliari ci sono delle zone prese d'assalto da persone che non posso fare a meno di chiamare incivili», dice Giovanni Giagoni, assessore comunale ai Servizi tecnologici del Comune.
«Sono comportamenti che cerchiamo di combattere sia con l'informazione e la sensibilizzazione, che con la repressione, attraverso lo strumento delle sanzioni. Il corpo della Polizia municipale si occupa di questo, con agenti in borghese che fanno appostamenti per cercare di rilevare comportamenti scorretti. Ma il territorio è troppo ampio e la giornata è troppo lunga, e quindi più di tanto non si può fare».
LE MULTE Attraverso gli agenti in borghese l'anno scorso sono state inflitte centoventi sanzioni, senza considerare quelle che vengono dalle denunce dei cittadini, spesso rivolte verso vicini di casa scoperti a tenere simili condotte “maleducate”. In quel caso scattano gli accertamenti della municipale e poi, eventualmente, le sanzioni previste.
«A parte questo però», prosegue Giagoni, «possiamo solo fare leva sul senso di civiltà della gente, attraverso una campagna di sensibilizzazione rivolta alla denuncia di quei comportamenti». Stando alle testimonianze di alcuni operatori ecologici, in alcuni casi il “senso di civiltà” non sembra essere poi così alto.
PAROLA DI OPERATORE «La gente passeggia per strada coi cani e poi, con indifferenza, lascia gli escrementi in giro», racconta Ivana Deidda. «Non è possibile nemmeno farlo notare alle persone, perché ogni volta che ho provato a farlo sono stata trattata male. Succede dappertutto, per non parlare poi delle piazze. In Piazza Galilei c'è un cartello bene in vista col divieto di introdurre i cani, ma a molte persone non importa». Le zone più “colpite”, stando all'assessore Giagoni, sono i quartieri residenziali e le zone limitrofe al centro storico. Dove per evitare sorprese, si è costretti a slalom sui marciapiede.
IN CITTÀ Ma basta fare un giro per le strade con sguardo attento per rendersi conto che il fenomeno è molto diffuso, tanto da sollecitare una riflessione sul perché del persistere di certi comportamenti. «È una questione di inciviltà», afferma Sergio Matta, libraio. «Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti e colpisce soprattutto le strade meno trafficate. Ad esempio io abito in via Corsica e nei marciapiedi si vedono molti bisogni di cani». In questo scenario è fondamentale il lavoro svolto dalle associazioni di volontari, come ad esempio l'Associazione Mimì e Gogò.
L'ASSOCIAZIONE «È verissimo che non c'è educazione», spiega Ingrid Governi, rappresentante dell'associazione. «Noi cerchiamo di sensibilizzare su tanti temi e anche su questo, e per farlo spendiamo molti soldi. Il nostro piccolo, e non solo, lo facciamo tutto l'anno. Ci chiediamo però se Comuni - non solo quello di Cagliari - Asl e enti facciano davvero la loro parte in modo sufficiente».
ANDREA TRAMONTE

26/03/2010